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Diksha: scritti d'Altri

 

www.dalpuntodiluce.it: Diksha

 

Che cos'è il Diksha

 

Il Diksha è il fenomeno al servizio del risveglio all’unità, che porta a una crescita della consapevolezza. Ha la sua fonte nella consapevolezza di Sri Amma e Bhagavan, fondatori dell'Oneness Movement.

Diksha (o deeksha) è un termine sanscrito che può essere tradotto con “grazia”, “benedizione”, “iniziazione”. E’ un trasferimento di energia tramite il contatto o l’intento che risveglia la connessione con l’unità in tutto ciò che ci circonda, permettendo a ognuno di noi di approfondire la nostra relazione con le persone che amiamo, con noi stessi, con persone sconosciute e con l'intero universo.

L'Oneness Diksha è sperimentato in modi molto diversi da ognuno. Possiamo sentire uno stato di unità con le altre persone, di pace e amore senza motivo specifico, o gioia e gratitudine per il solo fatto di esistere. Si possono anche avere realizzazioni ed esperienze più profonde, con l’opportunità di guarire i propri rapporti con gli altri. Tutto ciò varia molto da persona a persona.

L'Oneness Diksha attiva un cambiamento neurobiologico nel cervello, dove ci sono diversi "centri" responsabili di specifiche esperienze: percezioni sensoriali, emozioni di gelosia, odio, paura, compassione, amore, gioia, separazione, connessione, creatività, apprendimento, ecc. Il Diksha attiva certi centri e ne disattiva altri, generando un cambiamento nella percezione della vita e nel modo di farne esperienza. 

Ponendo le mani sulla testa di chi lo riceve per circa un minuto, viene ridotta l'attività dei lobi parietali e aumentata quella dei lobi frontali. 
Questo comporta una serie di trasformazioni che portano al superamento del senso di "separazione", senso che è ovviamente funzionale al nostro stare nel mondo come esseri umani, visto che ci fa sentire la differenza tra un Io e un Tu e ci permette di muoverci nello spazio fisico, ma che ci impedisce di sentirci, come invece siamo, parte di un Tutto e una fra le sue tante espressioni.

Il Diksha aiuta a liberarsi dagli schemi emozionali ripetitivi in modo da sentirsi più a proprio agio con se stessi, e nelle relazioni migliora la sensibilità e la connessione con l’altro, senza i limiti posti da condizionamenti e giudizi. Attiva inoltre la capacità di essere in contatto con il Divino, nel senso più ampio del termine: l'ineffabile, il tutto, l'infinito, l'esistenza, l'essenza... Ma anche con un Dio specifico della propria religione: con Gesù o Buddha o Allah o Krishna, Jahwè o qualsiasi altro Dio della propria fede.L'Oneness Diksha è sperimentato in modi molto diversi da ognuno. Possiamo sentire uno stato di unità con le altre persone, di pace e amore senza motivo specifico, o gioia e gratitudine per il solo fatto di esistere. Si possono anche avere realizzazioni ed esperienze più profonde, con l’opportunità di guarire i propri rapporti con gli altri. Tutto ciò varia molto da persona a persona.

In seguito si possono ricevere altri Diksha per rinforzare il processo. Gradualmente diventiamo sempre più sensibili a questa energia e siamo in grado di percepirla più chiaramente. Non importa per quanto tempo abbiamo lavorato su di noi o siamo stati dei ricercatori spirituali, oppure se siamo del tutto nuovi a questo tipo di esperienze. Ciò che più importa è il grado di ricettività, per essere in grado di sentire le energie più facilmente. Ma ciò non influenza il processo, dal momento che è già iniziato.

Se vogliamo accelerare il processo possiamo focalizzarci sul nostro rapporto con il Divino, con la Potenza della Creazione. Se il Divino diventa il nostro migliore amico – comunque fa già parte del nostro mondo interno e che ci ama incondizionatamente – allora abbiamo enormi possibilità. Ma dato che in genere non è  questo il modo in cui ci è stato insegnato di vedere Dio, dobbiamo fare un po’ di pratica. Ogni persona ha una parte divina dentro di sé, ma una parte tra le meno conosciute. E’ il nostro dono più grande, il nostro libero arbitrio. Questo è il motivo per cui l'incontro con il Divino non viene forzato, è qualcosa che dobbiamo semplicemente scoprire. E il Diksha rende questa energia più accessibile.

Un piccolo consiglio per rinforzare il processo e far germogliare il “seme”è ringraziare. Ringraziamo il Divino dentro di noi, nel modo che ci viene più naturale. Vediamo nella forma del Maestro spirituale che preferiamo. Il Maestro che scegliamo denota la qualità a cui avremo accesso. Per esempio Gesù, che era un grande guaritore, o Buddha, o Ramana, o chi preferiamo. A volte è più facile creare un rapporto col Divino se gli diamo una forma.

Io ho preso la forma di Bhagavan e Amma, dal momento che essi sono gli Avatar dell’Illuminazione, dello stato di unità. E questo è ciò che ho cercato per molto tempo, quindi per me è stato naturale sceglierli come forma della mia Divinità. Desideravo avere anche un uomo e una donna a sostenere l’Energia Divina Maschile e l’Energia Divina Femminile, è qualcosa che ho cercato nel mio cuore. Trovare Amma e Bhagavan è stato il dono più bello che io abbia mai ricevuto.

A coloro che sono già pronti, il Diksha dà la possibilità di sperimentare lo stato di unità, di unione, anche permanentemente. Ho chiesto a Bhagavan qual è il modo migliore per prepararsi a ottenere questo e mi ha spiegato che guarire i propri rapporti personali è della massima importanza. Se nel nostro cuore c’è amarezza è difficile che il seme del Diksha germogli. E per guarire le relazioni dobbiamo accettarle così come sono, senza cercare di cambiare l’altra persona. Se possiamo accettarla così com’è, allora è più facile che la Potenza della Grazia ci raggiunga.

Se abbiamo un rapporto stretto con il Divino possiamo chiedergli questa Grazia e ci verrà data in abbondanza, soprattutto a un cuore grato. L’accettazione di noi stessi e dei nostri rapporti fa fiorire il nostro cuore, e la Potenza della Grazia non può fermarsi, continua a inondarci…

Un Diksha è Grazia Divina che ci viene data affinché entri nel nostro corpo e resti con noi per un po’ di tempo per darci la possibilità di scoprire chi siamo realmente: una parte di tutta la creazione, senza i limiti della mente. Siamo parte del tutto, siamo fatto di amore, e questo lo scopriamo gradualmente, sempre di più.

Possa l’amore vibrare in ogni cellula del nostro corpo, possa il nostro sistema psico corporeo sperimentare la pace totale.

Un acceleratore di processi

Si può provare uno stato di unità con altre persone, di pace e amore apparentemente immotivati, di gioia e gratitudine verso l'esistenza. Qualcuno è indotto a provare esperienze più profonde, qualcuno ha degli "insight", qualcuno sente di poter migliorare o guarire i propri rapporti interpersonali. Qualcuno non sente nulla… e va bene così: è semplicemente dove è, nel qui e ora.

Ogni volta che si riceve un Diksha può iniziare un particolare processo dentro di sé ed è importante sottolineare che questo processo è indipendente da chi lo dà: quello che sente o pensa il Diksha Giver non passa a chi lo riceve. Ogni Diksha che si riceve innesca un processo e quando in una serata si ricevono diversi Diksha da persone diverse l'esperienza sarà diversa perché ogni Diksha contribuirà al processo.
Il Diksha lavora in modi diversi per ogni persona: a qualcuno può dare esperienze mistiche, per qualcuno si attiva sul piano fisico, per altri può avere effetti sulla
 percezione della vita, per altri è energia, per altri ancora amore. Ogni persona è in uno stadio diverso della propria vita e il Diksha  - che è un acceleratore di processi - non ha lo stesso effetto su ognuno. Per uno che ricerca da tanto tempo, può aprire varie porte; per persone che hanno sofferto tutta la vita, può aiutare a uscire dal dolore; per chi cerca di migliorare il proprio lavoro può essere un ottimo strumento, mentre le persone che vogliono aiutare gli altri lo vedranno come un meraviglioso fenomeno per tutta l'umanità.
Se in chi riceve il 
Diksha emerge qualcosa di negativo, per esempio qualche problema insoluto, è segno che il processo si sta attivando: ogni processo è assolutamente personale e il Diksha serve a guardare quello che succede dentro di sé.
Non bisogna aspettarsi pertanto che con il Diksha vi siano solo gioia e felicità nella propria vita, perché è una Grazia che serve a fare crescere le persone, in qualsiasi fase del loro percorso.Si può ricevere l’Oneness Diksha più e più volte - anche una alla settimana - per rafforzare e consolidare il proprio processo, psicologico e spirituale, diventando più sensibili a questa energia e percependola
 di più, a prescindere da quanto uno abbia già lavorato su di sé a livello psicologico e spirituale. L’Oneness Diksha "lavora" in ognuno secondo il suo percorso e a seconda della sua "apertura".

Ogni persona ha una parte divina dentro di sé: anche chi non la sente, non la percepisce, non ci crede. La cosa interessante è proprio la possibilità di "risvegliare" il contatto con questa parte, attivando la percezione di un "qualcosa" che spesso è del tutto inspiegabile, indescrivibile, indicibile. La mente razionale ha difficoltà ad accettare questa parte e ha bisogno di definirla, di darle dei contorni, di concettualizzarle. Va bene, purché vediamo con onestà che è solo un modo possibile di vedere le cose, e che ce ne sono altri, non necessariamente in contraddizione con la razionalità.

 

                                       AMORE LUCE ROSANNA

 

 

www.pensierolibero.it: A quanti di voi almeno una volta nella vita

 

A quanti di voi almeno una volta nella vita, è capitato di domandarsi “Dio esiste veramente? E se esiste, perché ci ha creato (aggiungo io “a volte così cattivi”)? E quale è il senso della vita?

Sono tutti interrogativi abbastanza semplici, che l’uomo pare si stia ponendo solo dalla notte dei tempi, ovvero da  quando si è accesa quella “lucetta interiore”, che noi chiamiamo anima.

Ora, “dopo aver vissuto per anni ed anni secondo i dettami di Santa Romana Chiesa, dopo aver preso qualche sono ceffone dalla vita” ed essermi preso una breve pausa, ho iniziato a documentarmi  a “modo mio” sui temi tanto cari ai cattolici, arrivando alla conclusione che nostro Signore Iddio, che è amore allo stato puro, non può averci creatoper farci vivere una sola vita piena di tribolazioni e senza garantirci nemmeno la felicità eterna!

 

Non ci credo ! ! !

 

Credo piuttosto che ci permetta di sbagliare, fino a quando non saremo in grado di amare a tal punto da divenire amore allo stato puro noi stessi, fino a quando “le tante gocce che compongono l’Oceano” si renderanno conto di essere esse stesse l’Oceano d’Amore, che è nostro Signore Iddio!

Ed in questo cammino evolutivo, noi occidentali, abbagliati dalla globalizzazione, dal consumismo e da religioni piene di precetti, di riti e di divieti abbiamo finito col perdere di vista, a mio parere, il “nocciolo della questione”.

Basta guardare le religioni di popoli che noi riteniamo a torto inferiori, resi poveri dal nostro capitalismo, ma ricchi di una spiritualità e di un’umanità che va oltre ogni limite.

Se a questo aggiungiamo un’apertura mentale superiore verso certe tematiche, che i Padri fondatori della Chiesa hanno deciso di abbandonare, non possiamo non renderci conto del grande valore aggiunto che potremmo trovare, avvicinandoci anche di un solo passo a questi popoli.

Ed in quest’ottica mi permetto di proporvi la sottostante intervista, strappata con la “coercizione fisica” e che parla di una bellissima pratica indiana alla quale mi sono sottoposto io stesso e che merita di essere spiegata da chi, forse tra i primi in Italia, ne è diventato “testimone”.

Buona lettura!

 

“Diksha: un cammino verso l’Illuminazione”

 

    LP: Partendo dal presupposto che per il sottoscritto Savio Consoli è un attento esploratore (aggiungo anche di altissima qualità) dell’animo umano, descriviti con parole tue.

 

    Savio: Che dire?! Il rischio di oscillare tra presunzione e falsa modestia è molto grande. Sono, come tantissime altre persone, un “ricercatore” di qualcosa che non si vede ma che alcuni uomini del passato e del presente di hanno mostrato e descritto, un affamato di quella “Verità assoluta” a cui sono stati dato diversi nomi: Dio, Allah, Nirvana, Manitooh, Tao, Shinto, ... Forse la risposta alla tua domanda successiva può complementare questa.

 

    LP: Quale è il cammino di studi che ti ha portato al tuo attuale stadio di “illuminazione”?

 

   Savio: Beh..., la prima cosa da dire è che io non sono affatto “illuminato”!! Sono ancora alla ricerca del “risveglio”, anche se ho avuto la fortuna, o sarebbe meglio dire il privilegio, di vedere alcune persone vivere questo passaggio sia qui che in India. Il mio percorso comincia 32 anni fa, da studente universitario, decisamente ateo e innamorato di “madre scienza” , colpito per contrasto, dalla “stranezza” della medicina tradizionale cinese, argomento che stavo studiando per i fatti miei. Le caratteristiche empiriche e filosofiche di quell' antico approccio alla salute e alla vita mi affascinarono e mi misi a studiare un po' di Taoismo. Fu li che incontrai per la prima volta, a 19 anni, il concetto di “immortalità” dopo averlo “assaggiato” leggendo il famoso libro di H. Hesse “Siddharta”. Immortalità' è, per i taoisti, quello che illuminazione è per gli indù, o che risveglio è per i buddisti. Tanto più progredivano i miei studi in quella direzione tanto più me ne innamoravo. Allora non c' era l'abbondanza di fonti su certi argomenti che esiste oggi e dovetti arrabattarmi a cercare e trovare quello che potevo. A 21 anni ebbi la mia prima “esperienza” di uno stato superiore di coscienza che durò per circa un' ora o due, in un posto assai poco adatto ad esperienze metafisiche: la discoteca! Se lo studio di certe discipline e filosofie orientali ha modificato l' impostazione della mia vita, questo episodio, che vissi con naturalezza e semplicità, ne modificò radicalmente la direzione, me ne accorsi solo alcuni anni dopo. La ricerca personale di quella “cosa” e gli studi continuarono e approdai alla Meditazione (Trascendentale), che mi diede negli anni alcune esperienze dirette e abbastanza sconcertanti di cosa io sono “veramente”, cioè ben più di un “io” racchiuso in un corpo. La nostra religione ne parla da sempre, ma in modo dogmatico e poco accessibile, mentre, come è successo a tanti nella scoperta e nell' utilizzo di certe tecniche nate in oriente, ho potuto “toccare con mano” la natura spirituale dell' Essere Umano. Ho progredito così, continuando a cercare e, a volte, a trovare .... sino ad oggi. L' esperienza più bella di questi ultimi 6 mesi è stata la capacità di dare ad altri la possibilità di provare stati superiori di coscienza attraverso il Diksha.

 

    LP: Chi o meglio “cosa” sono i due coniugi indiani Amma e Bhagavan che ti hanno trasmesso il loro bellissimo dono?

 

   Savio:  Amma e Bhagavan sono marito e moglie, entrambi sulla cinquantina. In India, nelle zone ove vivono, sono considerati “Avatar”, cioè incarnazioni divine, esseri superiori che sono scesi in mezzo a noi per aiutare l' umanità ad evolvere. Sono persone “illuminate” che vivono costantemente lo stato di Unità col Divino, e che hanno messo a punto il metodo per portare altre persone nello stesso stato, cosa mai accaduta prima nella storia dell' umanità. Negli ultimi 2 anni sono circa 2000 le persone che hanno beneficiato del loro dono e che illuminandosi hanno realizzato se stesse e, molte di loro, Dio. A questi due maestri devo davvero una enorme riconoscenza per il grandissimo dono che mi hanno fatto: quello di poter aprire nelle persone le porte del loro “risveglio” attraverso il diksha.

 

    LP: Su quali basi religiose fondano la loro “missione”?

 

    Savio: Nessuna religione condiziona il loro operato. L' assunzione che il Divino è in ogni uomo, a prescindere dalla zona in cui nasce, dalla sua cultura di provenienza o dalla religione in cui crede o non crede, è l' unico presupposto su cui basano il loro operato. I loro “corsi” parlano del Divino, identificandolo, per comodità culturale e linguistica, in Dio per i cristiani e/o per gli ebrei, Allah per gli islamici, e così via. Lo scopo è portare le persone "all'esperienza diretta” e alla scoperta della propria “vera natura”, che è spirituale, e che porta in sé la scintilla della presenza del Divino: nel tempo, quando non subito, quella scintilla diventa un incendio.

 

    LP: Quale è il risultato che si sono prefissi?

 

   Savio: Quello di capovolgere la situazione preoccupante in cui il pianeta e l' umanità stanno languendo. Portare ogni singola persona allo stato di illuminazione entro il 2012 è il loro obiettivo. Cambiare la rotta autodistruttiva del genere umano e del pianeta cambiando lo stato di coscienza delle persone, facendo loro scoprire concretamente la presenza del Divino dentro di esse e premettendo, attraverso il mutamento  dell' egoismo che ci domina, di scoprire l' amore di cui siamo fatti, e che non c' è una reale separazione tra noi e gli altri. Illuminazione, fine dell' egoismo e senso di unione coi nostri simili, col nostro pianeta e oltre, sono solo facce diverse dello stesso poliedro. Il risultato è sicuramente ambizioso e il tempo è davvero poco, ma la partenza è stata buona e io credo che tutto questo possa essere fatto, perché in India  ho veramente visto che l'illuminazione può essere “data”, e perché “credo fermamente” che questa sfida possa essere vinta!

 

    LP: Cosa hai “visto” nel tuo primo viaggio indiano alla conquista del Diksha?

 

    Savio: Una sorta di miracolo, qualcosa a cui ho assistito anche 22 anni fa qui, in Italia (è successo ad un amico), e che mi ha dato la forza di continuare a “cercare” per tutti questi anni: ho visto gente come te e me che viveva il proprio “risveglio”, realizzava l' illuminazione entrando permanentemente in stati superiori di coscienza. A prescindere dalla nazionalità, diverse persone, circa il 10% dei partecipanti al corso, hanno scoperto la Verità annullando l' illusoria percezione della “realtà” che li caratterizzava prima, e che continua a trarre in inganno noi “dormienti”. Hanno superato Maya, la grande illusione di essere separati dal resto del mondo e hanno preso coscienza della perfezione dell' animo umano e della pace, dell' amore e beatitudine che lo caratterizzano. Un miracolo, il miracolo della vita che realizza sé stessa al di sopra della materia, annullando la separazione e l' ego che la mantiene; un miracolo, il miracolo dell' anima che si accorge di se stessa e comincia a vivere scavalcando i limiti della mente e si affranca dal dolore e dalla paura. Il miracolo di un Essere Umano che vive in armonia e in pace col tutto. Il miracolo della “rinascita”. Come dicevano gli antichi taoisti: “In quel momento, in noi, nasce l' angelo e muore la bestia”. Questo ho visto nel mio primo viaggio per ottenere il dono di dare il diksha agli altri. Questo è ciò che ho visto anche nel secondo viaggio, col gruppo di 83 italiani, ma la percentuale di  persone che ha realizzato il proprio “risveglio” è quasi raddoppiata.

 

    LP: In che cosa consiste di fatto la trasmissione del Diksha?

 

   Savio: Il diksha è, di fatto, una trasmissione di energia. Coloro i quali conoscono il Reiki o la pranoterapia hanno così un quadro di riferimento. Quello che cambia è il tipo di energia. Io, e quelli che come me sono in grado di dare il diksha, non siamo altro che un mezzo, uno strumento che permette il passaggio dell' energia dalla sua Fonte alla persona che lo riceve.  Amma e Bhagavan sono in grado di convogliare quell' Energia ad ogni diksha giver, perché lui la possa trasferire a chiunque. Siamo già qualche migliaio in giro per il mondo, dislocati in ogni continente e in parecchie nazioni, 93 in Italia, al momento.

 

    LP: Cosa provoca in chi la riceve?

 

   Savio: Detto in due parole, apre le porte al “risveglio”, da inizio al processo che porta la persona nello stato di illuminazione. Questo, ci è stato detto in India, è inevitabile, è solo questione di tempo, ed è già accaduto a qualche migliaio di persone. Sino ad oggi l' umanità ha potuto testimoniare al massimo 10-20 illuminati in ogni singola generazione, Maestri di enorme levatura spirituale che ci parlarono di stati superiori a cui ogni uomo poteva avere accesso, Santi che realizzavano la presenza di Dio e che vivevano lo stato di Onness (di unità con Lui e con tutto il creato) che ci hanno descritto e mostrato quanto possa essere meravigliosa la vita vissuta in quello stato. Oggi la stessa cosa è possibile per tutti, per chiunque.  Bhagavan parla spesso di come l' illuminazione sia sostanzialmente un fenomeno neuro-biologico, una modificazione che accade nella coscienza così come nel corpo, anzi, nel cervello. Una descrizione semplice di quello che accade da un punto di vista neuro-fisiologico lo si può trovare nella parte finale del libro “Come ottenere l' illuminazione con Sri Bhagavan” di Kiara Windrider (Macro edizioni). Per quanto questo sembri impossibile, rimango stupito ogni volta che conduco una serata, dalla realtà e dalla forza di questo fenomeno. Sono davvero tante le persone che “sentono” quello che succede e che accedono a stati di coscienza particolari, vivendo esperienze e sensazioni che a volte lasciano stupiti e che il più delle volte sono espressioni limitate, nella qualità e nella durata, della cosiddetta “coscienza cosmica” o Nirvikalpa Samadi. A volte bastano pochi diksha per produrre il “risveglio”, ma nella maggior parte dei casi ne servono di più, perché in parte dipende dalla persona, ma dipende anche dalla condizione “energetica” generale: si la condizione del pianeta e lo stato di coscienza collettiva sono fattori che ci influenzano nell' accedere a quello stato. Nella mia modesta esperienza ho già avuto il privilegio di favorire la realizzazione del risveglio in una persona qui in Italia, dandole il diksha 6-7 volte. Ci sono però persone, per esempio come me, che anche dopo molti diksha non avvertono granché, si tratta in genere di persone molto razionali (forse troppo), con una modesta capacità di lasciarsi andare, molto controllate e abituate al controllo: un sacco di gente veramente “in gamba” che però ha più difficoltà di altre persone a sentire coscientemente quello che accade durante il diksha. Ma ... io rimango convinto che, come ci dicevano in India, ....è solo questione di tempo!!

 

    LP: Può essere pericoloso, magari per chi soffre di patologie cardiache?

 

   Savio: No, non è pericoloso, per nessuno. Guarda me per es. Sono decisamente un cardiopatico, due infarti, mi hanno aperto il cuore come un melone e ci hanno cucito dentro una pezza di teflon, eppure non solo do il diksha ad altri, ma non perdo occasione per riceverlo, quando incontro persone in grado di darlo (cosa che purtroppo accade di rado). Il diksha è un toccasana non solo per la spiritualità, ma lo è anche per il corpo; molte persone dichiarano di provare stati di benessere dopo averlo ricevuto, ad altre passano dolori di ogni tipo, ad altri ancora non succede. No, non è pericoloso ... come potrebbe esserlo.. può essere dannosa una carezza di Dio?! In realtà esiste anche un diksha che io definirei “della salute”, teso al benessere fisico delle persone. Se potessi fare una battuta direi che ..... a volt e... fa miracoli!   :-)

 

    LP: avvicinarsi alla pratica del Diksha richiede conoscenze particolari o è aperta a tutti?

 

   Savio: E' aperta a tutti, non occorre nessuna formazione particolare, anzi ti dirò che meno si sa, o meno ci si è intrippati nello studio e nella ricerca spirituale, più è facile riceverlo e sentirlo. L' assenza di strutture concettuali sull' argomento facilita la cosa.

 

LP: ti è mai capitato di assistere al manifestarsi di veri propri miracoli, durante le sedute Diksha?

 

   Savio: Aiutami .... cosa intendi per miracoli?  Cose come “alzati Lazzaro” o paralitici che si buttano le stampelle o la sedia a rotelle, ancora no! Miglioramenti da malattie o dolori ne ho viste tante, ma non occorre urlare a miracolo per questo. Ci sono però 2 esempi che mi piacerebbe citare. La prima cosa che io considero un miracolo è l' esperienza di “risveglio”, vissuta da me in diretta, di una persona che conosco. Ha ricevuto solo pochi diksha, 5 o 6, ed una sera del mese di giugno, durante un  incontro organizzato apposta per dare il diksha ad un gruppo di persone, mi si è illuminata tra le mani. La beatitudine, l' estasi, l' Amore che trasudavano dal suo sguardo, dalle sue parole, dalla sua persona erano impressionanti. La sua vita è cambiata in quell' attimo e lo stato dura ancora a distanza di mesi, checchè ne dicano certi ”maestri”. I segnali che ha dato e l'esperienza che ha raccontato (sarebbe meglio dire che ha provato a raccontare, visto che nessuno trova le parole adatte per farlo) lasciano pochi dubbi sulla qualità del suo stato e sono convinto che ormai è destinato a continuare per sempre, aumentando ogni giorno di più. Perché lo considero un miracolo? Perché una persona normale e comune come me, o come ogni diksha giver, è potenzialmente in grado di produrre in altri la realizzazione dello stato di “risveglio”, di attivare e favorire la Grazia che trasforma l' uomo da organismo egoico a ricettacolo e fonte d' Amore: nasce l' angelo e muore la bestia, appunto. Un altro esempio di qualcosa che io ritengo un miracolo è il caso di Mario, un caro amico che ha fatto con me il corso di 21 giorni in India per diventare diksha giver. Quando eravamo laggiù, un giorno, avvilito, mi disse che il timpano artificiale di seta che gli avevano innestato al posto quello vero, si era staccato e sentiva fastidio e dolore: era preoccupato che qualche battere o microbo potesse, viste le condizione assai poco igieniche che si incontrano in India, provocargli qualche infezione pericolosa. Andò tutto bene, nessuna aggressione batterica o microbica! Ti chiederai dove sia il miracolo! Beh, un po' di tempo dopo essere tornato in Italia, Mario va a fare una visita dall' otorino che lo ha operato e questi gli chiede se per caso fosse stato a Lourdes. Meravigliato il mio amico gli chiede perché gli si facesse questa domanda, e il medico risponde che non era possibile che il suo timpano si fosse completamente ricostruito da solo, vista la gravità della situazione clinica e la precedente necessità di impiantare in timpano di seta. Forse esagero, ma io lo considero un miracolo, anche se sicuramente ad altri occhi questo sembrerà un caso, un errore di lettura del medico, un fatto anomalo ed eccezionale che può anche accadere, ... in fondo i miracoli accadevano solo una volta, quando c' erano i Santi giusti per farli ... oggi non è possibile; oppure semplicemente i miracoli non esistono ... pura illusione, credulità popolare...   :-)  ! Siamo ancora troppo ciechi per vedere che i miracoli esistono davvero e che magari accadono più spesso di quanto crediamo ... semplicemente non sappiamo cosa davvero sono i miracoli e non li sappiamo riconoscere.

 

    LP: come è stata accolta questa tua nuova iniziativa?

 

    Savio: Beh, direi piuttosto bene! Organizzo spesso serate per dare il dikhsa, per ora solo qui nei dintorni, e ci sono sempre persone che desiderano riceverlo e vivere le esperienze che ne derivano. In realtà io sono uno dei diksha givers più lenti: alcuni amici organizzano serate in varie città, io invece sono ancora un po' bloccato alle zone limitrofe a causa della mia mancanza di “contatti”, ma spero di poter allargare al più presto la possibilità di ricevere il diksha a diverse città dell' Emilia Romagna.

 

    LP: ci sono state altre partenze dall’Italia alla volta dell’India?

 

    Savio: Il gruppo di italiani con cui sono partito a marzo di quest' anno era di 6. Ad agosto sono tornato in India per aiutare un gruppo di 83 persone tutte proventi dall' Italia. Non male come progressione! Poche persone hanno prodotto un effetto così grande da coinvolgerne così tante. Nel periodo delle vacanze natalizie ci sarà un altro corso in India, a Golden City, per preparare altre persone a diventare diksha givers, e il gruppo degli italiani si sta già formando, anche se non so dirti con precisione di quante persone si  tratti. Lo scopo è rendere accessibile il diksha in ogni città di ogni regione. C' è quindi ancora molto da lavorare, davvero molto.

 

    LP: E’ forse questo quello che ti prefiggi? Creare una fitta rete italiana di “maestri Diksha” che trasmettano a quanti più possibile “l’Illuminazione”?

 

    Savio: Esatto, questo è lo scopo!! Questo è l' obiettivo di tutti i diksha givers italiani e delle splendide persone che ci coordinano in Italia e in India. E questo non vale solo per l' Italia, ma per tutto il mondo!!

 

    LP: In quanti altri centri oltre al tuo si pratica il Diksha?

 

    Savio: A parte la Puglia, per ora, in ogni regione ci sono da uno a una dozzina di diksha givers che organizzano serate nelle varie città. Come ti dicevo, lo scopo è avere la copertura di tutto il territorio nazionale. In realtà non si tratta di “centri”, ma di luoghi come associazioni, librerie, centri culturali, ove si organizzano serate in cui il diksha viene dato a tutte le persone che lo vogliono ricevere. Per sapere dove questo accade è possibile consultare il sito www.diksha.it (oppure www.livinginjoy.com alla pagina italiana) che contiene, tra le varie notizie che riguardano il diksha, anche i luoghi e le date degli incontri.

 

    LP: le sedute Diksha hanno un costo elevato?

 

    Savio: Direi di no! Il costo di una serata è poco più di una decina di €. circa. Pensionati e studenti pagano anche meno. Dipende molto anche dai luoghi in cui si svolgono le serate e dai loro costi. Mi sembra davvero a buon mercato se pensi che quello che ottieni è l' apertura delle porte del processo di illuminazione.

 

    LP: se fossi interessato alle sedute o serate Diksha, come faccio a mettermi in contatto con te?

 

    Savio: Il modo è semplice! Basta andare al sito www.diksha.it e verificare la data e il luogo in cui si terrà la prossima serata. Se ne tengono quasi ogni giorno in diverse città d' Italia.

 

    LP: Nel ringraziarti per il tempo dedicato a questa intervista, non mi resta che invitare quanti vivono e pensano fuori dal Coro, quanti credono fermamente nell’amore e nella pace a prendere parte alle sedute Diksha, che sono veramente “magiche”.

Dopo averle provate personalmente, non posso negare di aver sentito la forte energia positiva sprigionata dal nutrito gruppo di ragazzi e ragazze di ogni estrazione sociale ed età, che vi prendono parte.

Credo fortemente che la nostra missione sull’amata Terra, non possa essere solo quella di soffrire  e poi ancora soffrire, per sperare un giorno di essere accolti in Paradiso, ci deve esser per forza qualcosa di più.

E quando partecipi alle sedute Diksha, te ne rendi veramente conto……..  

 

Sentitamente vostro!

Libero Pensatore

www.liberamenteservo.it: http://www.liberamenteservo.it/modules.php?name=News&file=article&sid=283



RISPOSTA ALLA COMUNICAZIONE ''AMMA PARLA DEL DIKSHA''
Data: Tuesday, 10 January @ 23:25:00 CET
Argomento: Articoli Utenti



Da: "Mario Lonardi" <mailto:mario.lonardi@grafical.it>
Data: 05 gennaio 2006 10:58:30 CET
A: <
stazioneceleste@yahoogroups.com>
e p.c. Signor Pietro Abbondanza
Caro Signor Gianluigi Costa


Ricevo da un amico il testo "Amma parla del Diksha" che ha ricevuto da Stazione Celeste.

Confesso di esserne stato colpito e amareggiato. Stazione Celeste è uno dei miei siti preferiti e non passa giorno che non lo consulti per leggere gli ultimi aggiornamenti.

La sua enfasi nell'invitare Stazione Celeste a rendere pubblica un'opinione personale mi ha colpito. Evidentemente Lei non ha molta conoscenza di quanto pubblicato sino ad oggi da Stazione Celeste. La invito a visitare le pagine: www.stazioneceleste.it/articoli/4_12_04_inizia_nuova_fase.htm  e si renderà conto che nell'articolo di Carl Johan Calleman si parla del Diksha e di Sri Amma e Bhagavan di Chennay India.

La Signora Rosy ha espresso un parere personale e, da parte mia, riscontro un forte Ego nella sua vesta di Ambasciatrice di Amma. La "guerra" tra Guru in India non è cosa nuova e si ripete da tempo immemorabile. L'espressione che Amma ha usato nei confronti del Diksha non le fa onore: ha dato chiara dimostrazione di non essere  a conoscenza della cosa e parla di denaro come se le sue visite in Italia fossero fatte in maniera gratuita: definire "libera donazione",  statisticamente parlando, significa raccogliere più soldi di quanti si raccoglierebbero facendo pagare un biglietto di ingresso a copertura delle spese per le serate che si tengono in luoghi pubblici.


Con le donazioni raccolte anche Amma ha costruito  il suo Ashram in India e devolve pure denaro per l'aiuto alla popolazione bisognosa. La stessa cosa avviene alla Oneness University dove si stanno costruendo alloggi per chi desidera partecipare ai corsi e un grandioso Tempio che, oramai quasi ultimato, riuscirà a contenere 8.000 persone per la meditazione universale. Il progetto universale dei fondatori di Golden City è portare all'illuminazione l'intero pianeta prima dell'avvento del 2012 di cui conoscerà il significato. L'ego che tantissimi Guru hanno è la chiara dimostrazione che per loro l'Illuminazione non è ancora  arrivata. Prima di esprimere opinioni su cose che non conosce dovrebbe quantomeno informarsi; non le sarebbe difficile: solamente in India alcune migliaia di persone sono Illuminate e si conta che in tutta l'India quasi quaranta milioni di persone seguano Sri Bhagavan.

La Oneness University è stata visitata da molti esponenti del Governo dello Stato dell'Anda Pradesh e del Governo Nazionale Indiano;  non avrà difficoltà a raccogliere notizie in merito navigando in Internet. Attualmente sono presenti a Golden City una equipe  di scienziati tedeschi e nord europei che stanno studiando il fenomeno Diksha e le sue implicazioni e manifestazioni a livello di crescita spirituale e di Illuminazione.

Una più esauriente documentazione sulla ricerca scientifica la potrà trovare sul sito http://www.diksha.it/con le ricerche e studi di scienziali e studiosi dell'argomento.

In tutti gli stati d'Europa e nelle Americhe il Diksha è molto conosciuto e le migliaia di testimonianze che arrivano quotidianamente a Golden City confermano l'assoluta validità ed efficacia di questa Energia Divina che porta le persone che la ricevono all'Illuminazione.
 
Come leggo su Stazione Celeste dalle molte canalizzazioni e informazioni che vi appaiono, il genere umano si sta avvicinando alla trasformazione che da millenni tutte le religioni e studi esoterici annunciano. Nella cultura mistica Indiana il periodo definito Kali Yuga, l'età dell'ignoranza e della dualità, é terminato e la nuova era del Sathya Yuga, l'Età dell'Oro, porterà il pianeta con tutti i suoi abitanti all'illuminazione. [1]
 
Stazione Celeste sta lavorando molto per consentire a tutte le opinioni e teorie di essere pubblicate e condivise con chi è interessato all'argomento.
 
Definire manipolazione e lavaggio del cervello una tecnica di evoluzione mi sembra quantomeno terroristico. Quando si fanno certe affermazioni, io credo, bisogna supportarle con documentazione e studi certi. La deontologia dell'informazione chiede sempre il riscontro oggettivo con la parte in causa e permette il democratico confronto tra tutti gli interessati all'argomento. L'opinione della Signora Rosy è legittima quanto contradditoria: nella lettura del testo non si risparmia nell'elencare i benefici e stati d'animo ricevuti con il Diksha e poi, alla luce della  richiesta pecuniaria per diventare Diksha Giver, si meraviglia del costo. Cosa dovrebbero dire i Master Reiki del costo che hanno sostenuto per diventarlo (anche 10.000 euro) o gli insegnanti di meditazione Trascendentale che devono pagare 15.000 euro?
 
La Signora Rosy si è iscritta per andare alla Oneness University ma si è spaventata per il costo; ma allora, alla base della sua considerazione c'è una questione di denaro, non di validità del corso acquistato! 
 
Amma poi si interroga, a detta della Signora Rosy, se la notizia sul Diksha l'aveva ricevuta durante la sua permanenza a Milano. Perchè, avrebbe cambiato qualcosa? Avrebbe dato una risposta diversa? Un'Illuminato è in unione con il tutto, Oneness è il termine che usano per definirlo; un'Illuminato non ha giudizio sulle cose e sulle persone: sperimenta la realtà. Un'Illuminato è in comunione con tutto e tutti, in comunione con Dio o con il Cosmo se vi pare. Come potrebbe un'Illuminato emettere giudizi sulla missione altrui? Sarebbe come se giudicasse se stesso e quindi  non potrebbe che parlarne bene. Caro Signor Gianluigi, il mondo della ricerca spirituale è costellato di individui che cercano la realizzazione  dell'Illuminazione con tutti gli sforzi e mezzi. L'ego del cercatore è pari a quello del Maestro, quando si vuole identificare nel suo ruolo. 
 
Sri Bhagavan insegna una sola cosa: la strada è una e non modificabile; l'Illuminazione è lo stato per accedere alla unità (Oneness) con Dio  e nonostante ci siano stati nella storia alcuni Illuminati (che hanno fatto la storia delle religioni) non era possibile ottenere lo stato così  facilmente. Oggi è arrivata la possibilità per mezzo di Sri Bhagavan, lo si creda o no. Gli illuminati sono un'esercito e lo potrebbe sperimentare  di persona con un viaggio nell'Anda Pradesh. L'uomo si è sempre illuso di arrivare all'illuminazione con lo sforzo e le tecniche, ma come dice Sri Bhagavan, una persona che sta per affogare non si può salvare da solo tirandosi per  i capelli. L'illuminazione viene data dal Divino e il Diksha  è l'energia che consente l'apertura del settimo Chakra. Alla Oneness University arrivano credenti di tutte le fedi e Bhagavan invita ognuno a  restare fedele ai propri principi e convinzioni. Io personalmente ho conosciuto Vescovi protestanti provenienti dal Kenia e Tanzania, musulmani provenienti dalle repubbliche ex sovietiche, shamani mongoli e shamani nativi americani, sanyasi e meditanti MT, discepoli di Aurobindo e di tutte le maggiori religioni Indiane. Mai come a Golden City ho conosciuto la vera realizzazione dell'Unità e l'Amore universale ne era il collante.
 
Il Diksha aiuta ognuno al proprio risveglio spirituale seguendo la via che ritiene più confacente alla sua storia ed evoluzione mistica. Quando arriveremo al risveglio planetario (2012?) non avremo più bisogno di queste discussioni  e non ci interesseremo più dell'opinione della Signora Rosy e tantomeno degli abbracci di Amma: saremo tutti nell'abbraccio del Divino e quindi nell' Unità con il tutto. Per il resto sono solo interessi di "bottega"; triste strascico dell'età dell'Ignoranza e il potere di coloro che si sentono gli eletti del Signore si sbriciolerà quando scopriranno di essere l'importante cellula dell'immenso corpo Divino. 
 
Lei Signor Gianluigi, con il suo messaggio a Stazione Celeste, fa torto a tutti coloro che credono nella libera informazione di ogni credo per la condivisione di una speranza che ci aiuta nella ricerca della Verità assoluta. Denigrando la grande opera del Diksha, non conoscendolo, forse ha impedito che alcune persone ne possano beneficiare per le proprie realizzazioni spirituali personali. Sono convinto che la diffusione del Diksha si velocizzerà nonostante il suo intervento perchè la strada per la liberazione si è aperta e la meta è vicina. L'apertura del quarto Chakra è una realtà e con questa nuova forza gli impedimenti alla realizzazione del proprio Se Superiore sarà solamente una questione di tempo. Anche per Lei.
 
Spero che il Web Master di Stazione Celeste voglia considerare le ragioni fin qui esposte e resto a disposizione per qualsiasi chiarimento vogliate avere in merito all'Energia Diksha e ai fondatori della Oneness University.

Con immutata stima e fiducia nel sito Stazione Celeste e per Lei, Signor Gianluigi che percepisco come parte integrante nella mia personale realizzazione dell'Unità Divina.
 
Mario Lonardi
mailto:mario.lonardi@grafical.it


[1] Riscontro nel testo di Mario una inesattezza che ritengo corretto rettificare: "Nella cultura mistica Indiana il periodo definito Kali Yuga, l'età dell'ignoranza e della dualità, é terminato e la nuova era del Sathya Yuga, l'Età dell'Oro, porterà il pianeta con tutti i suoi abitanti all'illuminazione." In realtà ora siamo nel Dwapara Yuga  (e siamo usciti dal Kali Yuga -età del buio più buio, età del sonno profondo della coscienza- da pochi secoli). Il Dwapara Yuga (età del risveglio) dovrebbe durare ancora parecchi secoli, prima dell'avvento del Treta Yuga, che durerà qualche migliaio di anni ancora. Solo dopo il Treta Yuga, quindi tra più di 5.000 anni, avremo il Sathya Yuga (Età dellOro). Siamo ora nell'alba del "periodo" (Yuga) del "risveglio" (Dwapara). Credo che questa precisazione sia importante, per sgombrare il campo da ogni equivoco... il 2012 indicativamente rappresenterà il momento in cui la Coscienza Universale si risveglierà completamente a Sè stessa, e pertanto ogni sua manifestazione individualizzata sarà risvegliata e consapevole della sua unità con il Tutto, inizierà un nuovo giorno... il cammino sarà da allora sempre più luminoso e radioso... ma il mezzogiorno sarà ancora lungi a venire... ma questa sarà tutt'altra storia. Danilo diinabandhu.


[...segue... clicca sotto, su "Leggi Tutto..."]

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- ARTICOLO DI GIANLUIGI COSTA SUL DIKSHA: [CLICCA QUI]

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 Scritto di AlbaCentroInfinito su questo Documento: ...

 

 

www.sdoing.it: RICONNESSIONE R.P.E - ONENESS DIKSHA

 

LA SCIENZA DELLA RICONNESSIONE
Le nuove frequenze della consapevolezza
Le nuove frequenze della guarigione




ONENESS DIKSHA - Risvegliarsi all'Unità 
Il potere del Diksha nell'evoluzione della Coscienza

Spesso dico che sono Dio. Ma questo va capito bene. Per me, la vita è una sola. C'è solo una vita, è quella che scorre dentro di voi, dentro di me, nel leone e nell'elefante, nella tigre e nella formica, dentro gli alberi, il sole, la luna e l'intero universo. La stessa unica vita si esprime attraverso tutte queste forme e questa vita è ciò che chiamiamo Dio. Sri Bhagavan

Il nostro pianeta, e tutta l'umanità, sta attraversando una grande trasformazione evolutiva. Ciò ha un impatto sul nostro ambiente, le nostre strutture sociali, la nostra coscienza individuale e collettiva. Oneness Diksha favorisce questa trasformazione. Il termine Diksha o Deeksha proviene dal sanscrito, la cui traduzione è trasmissione di energia. Si tratta di un atto di trasferimento di energia attraverso il tatto e/o con la forza dell'intento, ponendo le mani sulla testa del ricevente. L'effetto della Oneness Diksha è una crescita della coscienza.

Il senso di unità attivato dalla Oneness Diksha 
Oneness Diksha è un'esperienza non confessionale che trasferisce Energia, risvegliando la nostra connessione con l'unità nel tutto, consentendo a ciascuno di noi di approfondire il rapporto con coloro che amiamo, con noi stessi, con gli altri e con il nostro Creatore. Chiunque può ricevere i benefici di Oneness Diksha, la maggior parte degli adulti e bambini possono ricevere Oneness Diksha in qualsiasi momento.

Oneness Diksha e il cervello
Oneness Diksha avvia un cambiamento neurobiologico nel cervello. Ci sono 16 centri nel cervello responsabili delle esperienze come la percezione sensoriale, le emozioni di gelosia, odio, paura, compassione, amore, gioia, la separazione, connessione, creatività, apprendimento, ecc.. la Oneness Diksha determina l'attivazione di alcuni centri e la de-attivazione di altri centri, portando così un cambiamento nella percezione e l'esperienza di vita.

A differenza dei lobi parietali, soggetti ad essere cronicamente iperattivi nella nostra cultura, i lobi frontali della corteccia non ricevono abbastanza energia. Pare che usiamo meno del cinque per cento della loro capacità, il che significa che capire il loro funzionamento sano è abbastanza difficile. Gli studiosi del cervello li descrivono come sede dell'attenzione, della ragione, della logica e di 'altre funzioni superiori'. Ho chiesto a un noto scienziato quali fossero tali funzioni e ha ammesso che in realtà non lo sa nessuno. Tra i cambiamenti che avvengono appena ricevuto il Diksha vi è un netto aumento dell'attività dei lobi frontali, particolarmente a livello delle onde gamma con dominanza del sinistro, associata a sentimenti immotivati di beatitudine e di amore nei soggetti sotto test. 
Tratto da: Risvegliarsi all'Unità. Il potere del Diksha nell'evoluzione della Coscienza - Arjuna Ardagh - Macro Edizioni

Questo comporta una serie di trasformazioni nel mondo di percepire il mondo, di percepire noi stessi e gli altri. In particolare, si è indotti a poco a poco a superare il senso di separazione tra noi e la realtà che ci circonda, senso che ci impedisce di sentirci, parte di un tutto e una fra le tante espressioni di questo tutto come invece siamo.

Il Diksha Giver
Oneness Diksha può essere trasferita da chi ha ricevuto l'iniziazione e la formazione nel corso di un processo condotto da un Trainer dell'Unità o al corso di livello 1 presso la Oneness University in India. Queste persone vengono definite Oneness Diksha Givers. L'Oneness Diksha Giver opera come un vaso vuoto per trasferire l'energia al destinatario.

I fondatori
Sri Bhagavan e Sri Amma, come sono conosciuti per i milioni che hanno beneficiato del loro lavoro, sono i fondatori della Oneness University, l'Università dell'Unità, in un'area rurale di Chennai nel sud dell'India, le cui vite sono state dedicate ad accelerare il rilascio della sofferenza e ad aiutare la gente a vivere una vita migliore, per poter conoscere il potenziale illimitato della vita umana quando il cuore è allineato con l'intento nelle aspirazioni più alte per il nostro mondo. Sri Amma e Sri Bhagavan, marito e moglie, sono due incarnazioni della Coscienza Cosmica, rispettivamente l'aspetto femminile e maschile del divino, la quiete e il movimento, l'amore e la protezione. Questa manifestazione di Dio in corpi umani, cui viene dato in sanscrito il nome di Avatar, serve oggi - come già in passato è accaduto in epoche storiche segnate da conflitti, divisioni e guerre, tanto gravi da mettere a rischio l'esistenza stessa del genere umano - a portare aiuto all'Umanità. Sri Bhagavan e Sri Amma sono Avatar per l'Illuminazione.

Perché Oneness Diksha
* Risveglia la compassione 
* Infonde affetto 
* Crea una migliore sincronizzazione emisferica 
* Porta amore ai rapporti interpersonali
* Aumenta la capacità di imparare 
* Migliora la ritenzione di memoria 
* Risveglia l'Intelligenza 
* Apre le porte della coscienza 
* Aumenta la capacità d'ascolto 
* Aiuta l'esperienza degli altri 
* Guarisce le ferite interiori
* Infonde vitalità 
* Guarisce il corpo guarendo la mente 
* Migliora l'attività metabolica 
* Rilassa il corpo 
* Aiuta a costruire amore e apprezzamento per il corpo 
* Richiama le energie di buon auspicio 
* Crea una coscienza della prosperità 
* Rimuove i blocchi che ostacolano il successo 
* Rende possibile una struttura mentale per l'abbondanza




logo Oneness UniversitySri Bhagavan e Sri AmmaPadukas



Paola Eleonora Raschellà - Turate (CO)
The Reconnection® e Reconnective Healing Practitioner® - Certified level III
Tel. 331 9226818 - Email:riconnessione.rpe@gmail.com 
P.I. 03206040135

 

 

 

 

 

 

www.automeditazione.it: http://www.automeditazi.itone.it/SitoDiksha/messaggio.htm.:: Cos'è il Diksha ::.

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Cos'è l'Oneness Diksha Sri Amma & Sri Bhagavan Come è cominciato tutto... Il messaggio Sri Amma & Sri Bhagavan

 

padukas

Il Diksha è ENERGIA INTELLIGENTE che attiva dei processi neurobiologici nel cervello...ora, poiché dal funzionamento del cervello dipende come ci sentiamo, se ci sentiamo delusi, tristi, arrabbiati, separati gli uni dagli altri...piuttosto che felici, sereni, pieni di ENTUSIASMO è perché alcune parti del cervello sono più attive rispetto ad altre e non ci consentono di PERCEPIRE stati di unione più profonda con gli altri, livelli di energia maggiori, sensazioni di LIBERTA’, leggerezza, amore e quant’altro.

Attraverso il Diksha si attivano alcune zone del cervello sopite e la vita COMINCIA ad essere vissuta ad un livello di maggiore realizzazione, abbondanza, GIOIA di VIVERE e unione…

Essendo un´energia Intelligente il Diksha può anche fare emergere i nostri nodi di disagio che, portati in superficie e riconosciuti, perdono finalmente la presa che hanno su di noi.

Le persone che possono trasmetterlo sono state iniziate alla Oneness University di Amma e Bhagavan che ha sede nelle vicinanze di Chennay - India. 

[*AlbaCentroInfinito: da Gennaio (?) 2010 i Trainer possono iniziare dei DG]


L´energia del Diksha discende attraverso il chakra della corona, o Settimo chakra, e attiva i canali della kundalini.

non occorre avere abilità o convinzioni; non si tratta di suggestione; non è una forma di meditazione; non è una tecnica

è un’ ESPERIENZA che viene data..

basta non bere o fumare per un’oretta prima dell’incontro e LASCIARSI ANDARE ad occhi chiusi per qualche minuto con GRATITUDINE..

ed OSSERVARE ciò che succede nei giorni seguenti..

ORA sia che abbiate già un vostro percorso spirituale sia che siate capitati su questo sito per ‘caso’

SENTITE che qualcosa manca nella vostra vita..

può essere uno stato d’ansia, malinconia, tristezza, desiderio di felicità, voglia di migliorarsi…

qualunque sia il motivo apparente che vi ha spinto a cercare

ammaebhagavan

è il Diksha che ha chiamato voi…e in qualche modo,siete PRONTI per questa esperienza!!!

 

Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale del Diksha in Italia.

d

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www.olistica.tv: Commento scientifico degli insegnamenti...


Un commento scientifico a... (di associazione Diksha)  
Un commento scientifico degli insegnamenti di Sri Bhagavan

tratto da www.diksha.it


In varie tradizioni spirituali lo stato di Illuminazione è stato associato con un cambiamento del funzionamento cerebrale. Sri Bhagavan, il fondatore della Golden Age Foundation, ha finalmente ampliato questa conoscenza tradizionale sul ruolo del cervello nell'evoluzione spirituale. Il Diksha, o trasmissione di energia, che sta al centro dell'aspetto pratico del suo insegnamento, ha lo scopo di produrre una trasformazione permanente nei circuiti neurologici. Le sue affermazioni riguardo i cambiamenti prodotti nel cervello dai Diksha, possono essere confermati dalle più recenti scoperte della Fisica e della Neurologia. In questo articolo vorrei presentare un parallelo tra alcune delle affermazioni di Sri Bhagavan e le mie scoperte, fatte studiando il cervello con gli strumenti della Fisica e della Neurofisiologia. 

1. Sri Bhagavan descrive una disconnessione nell'attività dei lobi parietali come evento essenziale nel processo di Illuminazione. 
I lobi parietali ospitano quella che i neurologi chiamano Area Associativo-Orientativa (OAA). La funzione dell'OAA è di elaborare l'orientamento nello spazio. A voi sembra scontato di poter allacciare le scarpe o attraversare una porta, ma questo è possibile solo grazie ad una intensa attività neurologica nella parte posteriore dei lobi parietali.


Un danno cerebrale in quest'area fa sì che un compito facilissimo, come afferrare un bicchiere d'acqua, diventi impossibile, perché il cervello danneggiato non percepisce più la differenza spaziale tra la mano, il bicchiere e la distanza tra di loro. 
A livello fisico, la capacità di percepire i limiti di un oggetto e distinguerlo dal resto è essenziale per la nostra abilità di compiere azioni. Comunque, nel cervello umano, l'OAA è cronicamente iperattiva. Questo stimola la connessione tra Amigdala e Ippocampo (due nuclei cerebrali che servono a dare significato alle percezioni ritenute importanti). Se l'OAA, che serve a percepire la distinzione e la separazione in modo utile, è iperattiva, la connessione Amigdala-Ippocampo non ha altra scelta che interpretare questa iperattività, assumendo che la separazione è più profonda della semplice distanza tra due oggetti fisici, quali mano e bicchiere. 
La conclusione è che noi siamo fondamentalmente, esistenzialmente separati da ogni altra cosa. Il senso di sé, che il cervello crea costantemente come reazione a ciò che è percepito come "altro da sé", è dotato così di un senso di assoluta separazione del sé da ogni altra cosa. La neurologia ha dimostrato che, con la meditazione profonda o con la preghiera, ogni impulso neurologico è temporaneamente bloccato nell'OAA dei lobi parietali. Questo genera stati temporanei di coscienza estremamente espansa, poiché la sensazione del sé separato non trova i suoi confini abituali e perciò si espande per cercarli. Comunque questa è un'esperienza temporanea, dovuta ad un'alterazione nel funzionamento cerebrale (soppressione degli impulsi neurologici verso la OAA) ed è praticamente impossibile ottenere una coscienza di unità permanente, in questo modo. 
Questo coincide con l'affermazione di Sri Bhagavan che l'Illuminazione deve essere data: non può essere ottenuta con l'impegno personale. I Diksha sembrano indurre un processo di trasformazione nei lobi parietali, che cambiano permanentemente il loro funzionamento, verso un livello più naturale, in cui i limiti fisici vengono ancora percepiti, ma l'artificiosa iperattività cessa. Allora l'Amigdala-Ippocampo non ha più motivo né stimolo per creare il senso di un sé esistenzialmente separato. 

2. Sri Bhagavan dice che l'attivazione dei lobi frontali è coinvolta nella realizzazione di Dio. L'esperienza dell'Illuminazione, della non-separazione, non coincide necessariamente con l'esperienza della presenza del Dio vivente.. 

Secondo Sri Bhagavan, più della de-attivazione dell'iperattività dei lobi parietali, è necessario passare dall'Illuminazione alla realizzazione di Dio. Egli parla dell'attivazione dei lobi frontali come di un cambiamento neurologico necessario affinché Dio venga ravvivato nella coscienza di una persona. I lobi frontali sono associati con la volontà individuale. Molte tradizioni mistiche indicano che la fusione della volontà individuale con la volontà divina è la strada per la realizzazione di Dio, ma ne è anche la conseguenza. 
Questo comunque non può succedere se i lobi frontali sono ipo-attivi. E' una legge universale che ogni cosa incompleta in natura cerchi la propria completezza. I risultati delle mie ricerche in neurofisiologia (che deviano un po' da quelle della scienza ufficiale, universitaria) mostrano che i lobi frontali di quasi tutti i soggetti sono cronicamente ipo-attivi. Questo significa che non hanno abbastanza neuro-trasmettitori ed energia elettrica per funzionare in modo ottimale. Nell'esperienza soggettiva questo si traduce in una debole volontà personale ed in una sensazione di torpore. 
La noia è possibile solo con dei lobi frontali ipo-attivi. La dopamina (neurotrasmettitore essenziale per l'attività dei lobi frontali) è necessaria per avere quel senso di meraviglia e di beatitudine nella vita, che spesso accompagna l'unione mistica con Dio. La mancanza di dopamina accrescerà il bisogno di affermare a propria volontà individuale e non lasciarsi coinvolgere da una realtà più ampia, poiché ci si sente ancora incompleti a livello individuale. E' come morire: una persona, che si sente completa e realizzata, di solito affronta la morte molto più facilmente, quando viene il momento. Una persona, a cui manca qualcosa nella vita, resisterà molto di più alla morte. 
Se i Diksha hanno l'effetto di attivare i lobi frontali, questo porterà al completo sviluppo della volontà individuale, ed a quel livello di maturazione, essa si fonderà naturalmente con la volontà divina. 
Da questo punto di vista un "grande ego" non è altro che la compensazione di un piccolo ego, che cerca il suo completamento. Ma senza la piena attivazione dei lobi frontali e la saturazione di dopamina, l'ego non troverà mai la sua completezza e la conseguente fusione con Dio. Giudicare un ego ipertrofico ed un eccessivo attaccamento alla propria volontà individuale, come sintomi di una coscienza poco evoluta (affermazione che troviamo spesso negli insegnamenti spirituali), è inutile, perché una volontà debole ha la naturale necessità ad attaccarsi all'individualità, qualunque siano le nostre intenzioni coscienti. La soluzione può essere solo un reale cambiamento a livello fisiologico, che sciolga la resistenza della volontà individuale ad arrendersi ad una realtà più grande. 

3. Sri Bhagavan dice che l'Illuminazione deve essere data: essa è un dono della Grazia. Negli ultimi 15 anni il dottore tedesco Hartmut Muller ha sviluppato un nuovo paradigma della fisica chiamato "Global Scaling". 
Questo nuovo sviluppo della fisica quantistica mostra, al di là di ogni dubbio, che la coscienza é la sostanza più fondamentale dell'Universo e che contiene il progetto originale di tutto ciò che esiste, secondo precise formule matematiche. Le distanze tra i pianeti, le stelle e le galassie, le distanze tra gli elettroni ed il nucleo in ogni atomo, il pH ottimale del sangue e molte altri aspetti dell'universo materiale seguono precise strutture matematiche. Questo progetto originale é così perfetto che ogni cosa opera col minimo livello di stress e con la massima efficienza, in ogni momento. Ogni atomo é connesso in ogni momento alla sorgente di intelligenza tramite un campo sintropico. Questi campi sintropici permettono agli atomi di sapere, in ogni momento, come funzionare col minimo sforzo e la massima efficienza. Gli esseri umani sembrano le uniche forme manifestate della creazione, che hanno perso l'accordo con questi campi sintropici di vita e di unità. Una volta che questo disaccordo ha prodotto dei cambiamenti nel cervello individuale, ri-accordarsi con questi campi sintronici di unità é estremamente difficile, perché non sappiamo più cosa essi sono. Allora creiamo ogni genere di miti, religioni, teorie scientifiche sulla vita, per cercare di riempire questo vuoto. Una persona con una OAA iperattiva nei lobi parietali e dei lobi frontali ipoattivi, cercherà l'Illuminazione partendo dall'esperienza di separazione. Tutto lo sforzarsi ed il cercare nel campo spirituale é, in qualche modo, parte del problema, perché avviene come reazione alla mancanza di accordo con i campi sintropici di unità. Se il cercare é basato sul problema, é difficile che porti ad una soluzione. Se l'accordo con i campi sintropici di unità può semplicemente essere dato, allora é possibile che l'Illuminazione accada a tutti. Il cervello umano é strutturato per percepire l'unità come un'intrinseca realtà della vita. Questa capacità originale é latente e necessita di un cervello che funzioni in modo naturale, per manifestarsi nella coscienza umana. Se i Diksha armonizzano il cervello delle persone ai campi sintropici, la coscienza umana realizzerà presto la sua armonia con l'unità. 

4. Sri Bhagavan dice che l'illuminazione è un fenomeno biologico e genetico. 
Tradizionalmente la spiritualità dà spesso una minima importanza al corpo. Esso è quasi sempre visto come un semplice contenitore per la coscienza, una veste che l'anima indossa. La fisica moderna mostra che la visione di Sri Bhagavan è molto più in accordo con quello che si sa sulla struttura della materia. Una netta linea di demarcazione tra materia, energia e spirito è del tutto illusoria. In base al brillante modello dell'atomo (simile ad un vortice) formulato da Lord Kelvin nel 1867, possiamo vedere che ogni atomo ha la dimensione dell'intero universo, e che gli oggetti materiali, che percepiamo, sono solo l'aspetto più denso degli atomi stessi. 
La materia è il risultato di un continuo energetico di vortici, che assumono densità crescente. Come ha spiegato Max Planck nel 1910, in questo processo di condensazione dell'energia, la materia fluttua miliardi di volte al secondo dallo stato di materia a quello di informe energia pre-materica. 
Da questo punto di vista ha senso ipotizzare che la trasformazione spirituale debba essere ancorata al livello fisico. Quando raggiunge il livello più denso di manifestazione, tutti gli altri livelli sono automaticamente soddisfatti, perché la materia non è per niente priva dei livelli più elevati della creazione. Al contrario, la materia appare così densa proprio perché include tutti gli altri livelli. Così quando si illumina il livello biologico o materiale, ogni altro livello è coinvolto.
A livello genetico è interessante notare che il DNA umano è lungo 173 cm, ma solo 3 cm portano tutte le informazioni genetiche attive. La moderna biochimica è sconcertata da questo spreco e chiama la parte inattiva del DNA, Introni: inutile materiale di scarto. 
Ma questa affermazione è molto discutibile, poiché la natura non produce mai niente di inutile. Gli Introni sono, secondo me (qui devio ancora dalla scienza ufficiale) uguali al potenziale spirituale latente dell'essere umano. 
Ritengo che i Diksha irrori quelle parti inattive del DNA con fotoni, attivandole. I fotoni sono gli intermediari tra l'energia sottile e la materia. La fotorisonanza è quel processo per cui le informazioni vengono trasferite, tramite il DNA, dai livelli sottili a tutte le cellule. Quei 3 cm di DNA normalmente attivo portano informazioni necessarie per l'ordinaria sopravvivenza, ma quando il resto del DNA diventerà attivo (capace di usare la fotorisonanza), passeremo dalla semplice sopravvivenza al risveglio del nostro pieno potenziale. 

5. Sri Bhagavan dice che la Mente Collettiva o Mente Antica determina lo stato della nostra mente individuale. 
Nel 1950 il dott. Hans Selye, endocrinologo dell'Università di Montreal, mostrò che il cervello delle persone normali si trova in uno stato di stress per la sopravvivenza, che sarebbe giustificato solo in una situazione di pericolo. Questo stato di stress è qualcosa a cui ci siamo adattati così profondamente che non lo percepiamo neanche più come tensione. Comunque in questo stato siamo molto più facilmente condizionabili dal nostro ambiente e dall'inconscio collettivo. 
Le ricerche sul cervello mostrano che gli schemi di risposta allo stress producono una dominanza di onde beta ad alta frequenza. Quando si trova in frequenza beta, il cervello è capace solo di primitive modalità stimolo-risposta, che noi adottiamo ampiamente dal nostro ambiente e dalla coscienza collettiva umana, ed un vero cambiamento è praticamente impossibile. Lo stato beta è anche quello in cui abbiamo le minori capacità di auto-guarigione. Le pratiche spirituali, in qualche misura, possono rilassare lo stress cerebrale e permettere onde più lente, quali alfa, teta e delta. 
Comunque le ricerche mostrano che le pratiche spirituali individuali sono molto meno efficaci di una concreta sintonia con i campi sintropici della vita e dell'unità. Alla Tracker School di Tom Brown Jr., il massimo esperto mondiale di abilità nel vivere sperduti nella natura, un neuroscienziato studiò gli effetti del vivere immersi nella natura selvaggia. I risultati furono stupefacenti: mentre ci vuole più di un anno di pratica meditativa continua per mantenere uno stato cerebrale alfa per qualche ora, sono sufficienti solo due giorni di immersione nella natura, anche per chi non ha mai meditato, per produrre un profondo ritmo alfa di lunga durata. 
Poiché la natura è sintonizzata con i campi sintropici della vita, essa indurrà il cervello a sperimentare i suoi propri campi sintropici molto più velocemente di quanto si possa ottenere attraveso lo sforzo o la disciplina. E' mia convinzione che nella pratica individuale molta dell' energia utilizzata provenga dalla Mente Antica, caratterizzata da lotta e senso di scarsità. Ancora una volta la ricerca è basata sul problema e non sulle soluzioni e questo sembra una convalida quasi scientifica al bisogno della Grazia. 

Conclusioni 
Molti scienziati e leader spirituali hanno ricercato un matrimonio tra scienza e spiritualità. Dopo la fondazione della scienza moderna nel XVII secolo, come reazione a secoli di fede cieca, gli scienziati hanno cercato, per circa 200 anni, di confermare la visione oggettivo-meccanicista di Cartesio e Newton. Alla fine questa ricerca sfociò nelle scoperte straordinarie della Fisica Quantistica, che all'inizio del XX secolo mostrò che i mistici avevano descritto la realtà molto accuratamente, per millenni. Ciò che mancava fino ad oggi, era un sistema di trasformazione spirituale, che fornisse risultati scientifici, precisi e ripetibili. E' mia convinzione, per le ricerche scientifiche, per l'esperienza personale e per le prove testimoniali, che l'opera di Sri Bhagavan è il primo sistema spirituale a fornire tali risultati, con possibilità di diffusione su scala mondiale.

tratto da www.diksha.it

 

www.edisonarezzo.it/

15 ottobre 2010 alle ore 21:30

Serata introduttiva alla pratica Diksha a cura di Sofia Quinti.

“Il Diksha è una trasmissione di energia, un tocco gentile che viene dato sulla testa di chi lo riceve. Si sperimenta una sensazione delicata di calore che spesso è accompagnata da un senso di rilassamento e gioia. Il Diksha agisce nel cuore, nel corpo e nell’anima di chi lo riceve. Attiva nelle persone un processo di risveglio che porta nel tempo a sbloccare e risolvere le cose irrisolte della propria vita e a stare bene con se stessi. Il Diksha è un acceleratore di processi.

Si può provare uno stato di unità con altre persone, di pace e amore apparentemente immotivati, di gioia e gratitudine verso l’esistenza. Qualcuno è indotto a provare esperienze più profonde, qualcuno ha degli insight, qualcuno sente di poter migliorare o guarire i propri rapporti interpersonali. Qualcuno non sente nulla di particolare, ma ha comunque la sensazione che va tutto bene così com’è.

È importante sottolineare che il Diksha funziona indipendentemente da chi lo dà: quello che sente o pensa il Diksha Giver non passa a chi lo riceve. Ogni Oneness Diksha che si riceve innesca un processo e quando in una serata si riceve il Diksha da persone diverse, ogni volta l’esperienza sarà diversa e unica.

Ogni persona è in uno stadio diverso della propria vita e l’Oneness Diksha - che è un acceleratore di processi - non ha lo stesso effetto per tutti: a qualcuno può dare semplice sollievo dallo stress, per qualcuno si attiva sul piano fisico portando rilassamento e benessere, per altri può avere effetti sulla percezione della vita, per altri è energia, per altri ancora Amore. 

Per una persona che ricerca da tanto tempo, può aprire varie porte; a chi ha sofferto tutta la vita può esser d’aiuto per uscire dal dolore; può essere un ottimo strumento per chi cerca di migliorare il proprio lavoro o le proprie relazioni.”

L’incontro sarà tenuto da Sofia Quinti (Diksha Giver), Edoardo Tilli (Diksha Giver e Trainer), Sandra Spataro (Diksha Giver).

Sofia Quinti è studente di psicologia presso l’Università degli studi di Firenze. Nel 2007, spinta dalla curiosità verso le discipline olistiche, si avvicina per la prima volta al Diksha dopo aver letto “Come ricevere l’illuminazione” di Kiara Windrider, il primissimo libro scritto sul Diksha. Durante una sera di agosto, in un centro Olistico della periferia fiorentina, sperimenta questo fenomeno di incredibile bellezza e semplicità. Nel marzo 2009 partecipa al corso preparatorio per Diksha Giver, quello che all’epoca si chiamava “corso del risveglio”, un corso di appena 3 giorni, un weekend rigenerante nel quale effettuare una serie di meditazioni e lavori sul corpo. Di lì il passo è breve. Nel febbraio 2010 consegue l’iniziazione come Diksha Giver e - entusiasta per l’esperienza straordinaria - nel 2011 partirà per l’India per conseguire l’iniziazione come "Oneness Trainer", il corso per Iniziare i Diksha Giver.

 

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www.lanuovaumanita.net, di Maurizio Karma

Soole, di Fabio Netzach Bettiol

La sua non è di certo solo una teoria, ma una certezza scientifica da anni! La verità rimane tale anche se rifiutatà! Ha curato vantaggiosamente mio padre e non ha un onorario alto! (confrontalo con altri!) Firma e diffondi!

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