☜ Sottomenù
Dikṣā: per una coscienza libera, Articoli a Sfavore
Fratelli contro fratelli: la tristezza della diffamazione.
☞ Testo in gestazione.
Fratelli contro fratelli: la tristezza della diffamazione.
Trovo davvero triste (anche se molto "umano") che i più accaniti detrattori del Diksha (pochi, ma spesso "feroci") siano proprio coloro che operano nel campo della Spiritualità e delle energie!
Quando nel 1994 ho iniziato con il Reiki, molti Spiritualisti e pranoterapeuti facevano lo stesso: attaccavano con accanimento il Reiki diffondendo con impegno falsità assurde.
In questo gioco, un giro della spirale si è conclusa, ma pare che la storia non insegni molto a chi non vuole
ascoltare, molto per ignoranza delle nuove Energie e metodologie (anche in chi queste, le sta provando), a volte per la paura d'essere accantonati, dopo tante energie spese nell'accreditarsi un
posto ed un nome in uno specifico campo della guarigione e del benessere, o per un'avversione acida contro ogni Guru, come se questo termine indichi malfattori!
Di storie in giro se ne sentono tante, e l'abitudine a vedere il marcio infetta spesso anche gli Operatori di Luce...
Abbiamo l'esempio di quando, a Gopi Krishna salì la Kundalini. in quello che mi pare sia l'ultimo libro egli racconta come, dopo anni di sofferenze con quest'Energia fortissima e sconosciuta, comprese che non era altro che il suo opporsi, la sua paura, l'attrito da lui stesso messo
atto, a causare tali penose sofferenze.
Ricordo che le Alte Energie vengono percepite da quelle proporzionalmente più basse, come sgradevoli, "cattive", anche "malefiche", proprio perché non in risonanza o perché ci opponiamo ad esse!
Capitò anche a me, tanti anni fa, nella Chiesa di Chiara, ad Assisi!
...
AlbaCentroInfinito. Aprile 2011.
Dal Sito www.amoreiki.it
Ecco alcuni articoli a sfavore
Le False vie della spiritualità
Premessa:
Nell'articolo che segue parlo di un'esperienza di cui sono stato testimone in quanto ho ospitato la serata presso il centro dove opero, l'ho pubblicizzata e proposta ai miei allievi. In un primo
momento la cosa mi sembrava veramente bella, al punto che ne ero entusiasta, ma poi dopo alcune riflessioni e dopo aver letto su internet tutte le info su questa disciplina (?) ho cambiato idea.
Al punto tale da voler disdire la serata, ma sotto pressione di persone a me care, che mi hanno fatto promettere di non farlo. Avevano paura che facessi una brutta figura, in quanto organizzatore
dell'evento. La serata si è fatta, di seguito la cronaca.
Mi scuso inoltre per essermi fatto prendere dall'entusiasmo dell'illuminazione facile, anch'io sono umano con le mie debolezze e speranze. Mi scuso con le persone che ho coinvolto anche se sono
state soddisfatte dalla serata (quasi tutte).
Ho meditato molto prima di scrivere quest'articolo, non ero certo che fosse corretto esprimere questo pensiero,
ma poi, mi sono reso conto che le resistenze che avevo erano dettate dalla paura, paura di essere frainteso e venire giudicato come una persona rigida e poco incline alle novità, insomma un
ortodosso della spiritualità. Strano, ortodosso proprio io, che ho sempre cercato nuove vie e nuove modalità di crescita, ortodosso proprio io che ho passato almeno tre anni della mia vita a
scrivere il sito "Corpo di Luce".
In un momento di lucidità ho preso coscienza di non essere certo un ortodosso dello spirito, ma, semplicemente una persona che per anni ha dedicato la sua vita alla ricerca di sè stessa. Ricerca
che mi ha portato a comprendere alcune semplici cose, tra cui, probabilmente la più illuminante di tutte per chi segue una disciplina spirituale: "quello che semini raccogli", cosa banale ma allo
stesso tempo fondamentale per la crescita spirituale dell'essere, se semini qualcosa, raccoglierai qualcosa, se non semini niente.....
Questa presa di coscienza mi ha portato a smettere di cercare una scorciatoia, come tutti quanti anch'io ho passato molto tempo a cercare la via più breve e più semplice possibile per la
realizzazione dello spirito, ma purtroppo come è naturale che sia il tempo che ho dedicato a questa ricerca è stato inutile, fatto salvo che grazie ad esso ho capito che niente ti viene dato a
fronte di niente. Oggi più che mai in quest'epoca di transizione tra una paradigma e l'altro, molte persone sono alla ricerca sfrenata della via più breve, molti aspettano con ansia il 2012 come
momento della grande svolta. Come se da un momento all'altro le cose possano cambiare da sole. Come ho già espresso molte volte il nuovo paradigma energetico che ci permetterà l'ingresso alla
nuova età dell'Oro, non è sufficiente a trasformare le cose e cambiare il mondo. Il nuovo paradigma è solamente un'opportunità che abbiamo di sfruttare al meglio le nuove energie. Ma,
se da parte nostra non c'è un vero, serio e sincero lavoro nulla cambierà, anzi probabilmente le cose potranno solamente peggiorare in quanto le nostre menti e la nostra struttura energetica non
saranno in grado di comprendere ed integrare il grande flusso energetico che ci circonda. Portandoci addirittura ad allontanarci dal centro di noi stessi.
Come potete immaginare in questo periodo c'è un pullulare di mistificatori ed imbroglioni spirituali, oltre a molti maestri autoproclamati tali, in nome dell'amore cosmico. Insomma è sicuramente
un'epoca strana e particolare, proprio per questo vi invito a fare molta attenzione alle nuove proposte che vi vengono fatte ed alle promesse di illuminazione.
Da diverso tempo sento parlare di iniziazioni spirituali miracolose che grazie ad esse è possibile raggiungere l'illuminazione senza alcuno sforzo da parte nostra (sono stato testimone di una di
queste, quindi parlo con cognizione di causa) . Sedicenti maestri illuminati (mai sentiti prima), che anno il compito di fare illuminare tutta l'umanità, a detta loro, ed indovinate entro
quando? Il 2012 naturalmente!
Come fanno tutto questo? Molto semplice, ci sono dei loro adepti preposti ad importi le mani sul capo per un paio di minuti e grazie a questa iniziazione si innesca un processo di trasformazione
celebrale, di attivazione e disattivazione dei lobi parietali e temporale. Grazie a questa trasformazione si innesca il meccanismo di auto-illuminazione-irreversibile (bello questo termine,
potrebbe farmi arricchire). Hanno fatto la scoperta dell'acqua calda, tutti quanti e sottolineo tutti quanti indipendentemente dal fatto di seguire una disciplina spirituale con impegno,
determinazione, passione e costanza, si illumineranno. Questi maestri hanno stravolto gli insegnamenti di tutti i loro predecessori, che da sempre ci esortano a lavorare con impegno attraverso
l'utilizzo di tecniche specifiche che hanno il compito di farci evolvere. Cari Gesù, Yogananda, Osho, Babaji, Yukteyswhar, Lairi Mahasaia, Amma, Anandamurti, Maharishi, Anandamoymha, Usui
eccetera eccetera è per voi giunto il momento di andare in pensione i vostri insegnamenti sono ormai obsoleti e soprattutto fuori moda, andate in pensione!!! Oggi è sufficiente farsi imporre le
mani in testa da incaricati di questi maestri per raggiungere l'illuminazione.
Cari ricercatori spirituali, le vostre ricerche sono finite, fatevi mettere le mani in testa, non meditate più, non fate yoga, tai chi, reiki, tantra, yantra o quant'altro, perdete solo del tempo
prezioso, fatevi mettere le mani in testa e vi illuminerete. Perchè pregare? Dio è così grande che nella sua misericordia ha deciso di non farci più soffrire, sono nati i salvatori e redentori
dell'umanità, i dispensatori di illuminazione.
Scusate il sarcasmo, ma questa è l'esperienza di cui sono stato testimone, persone in fila assorte nello spirito (dopo aver fatto una meditazione per attivare la kundalini, che io non ho fatto,
in quanto è da incoscienti far fare una meditazione del genere a 60 persone chiuse in un locale, se non sono pronte, certe tecniche vanno fatte fare solo dai Maestri), reverenti, ansiose di farsi
mettere le mani in testa. Molti dei quali al termine dell'iniziazione stavano male, altri si sdraiavano a terra, alcuni uscivano sotto il cielo stellato a farsi inondare dalle energie cosmiche.
Personalmente mi sono rifiutato di prendere l'iniziazione magica, alla fine sono stato deriso, e alcuni mi hanno detto, evidentemente non eri pronto! Che Dio mi salvi! Ho
pensato.
So solamente che alcune persone sono uscite barcollando con forte mal di testa, sensazione di svenimento e vomito. A quel punto io ed un amico Master Reiki, li abbiamo trattati con il caro
vecchio Reiki ormai fuori moda e le persone ci hanno ringraziato, dopo essersi riprese.
Sono anni che lavoro con l'energia ed ho la presunzione di essere in grado di riconoscere energie elevate da energie basse e vi garantisco che all'interno del locale delle iniziazioni l'energia
era veramente pesante, oppure, era così alta che non essendo io pronto la recepivo in modo errato? Non lo so, ma ho deciso di non assillarmi con questo dubbio.
Questo è solo un esempio delle nuove vie dello spirito, che vi ho raccontato in quanto testimone. Sono anche consapevole che perderò degli amici, o che sarò criticato duramente, ma non importa,
io continuerò a seguire gli insegnamenti dei Maestri come il Cristo, Babaji, Yogananda, Usui ecc.
Lascio ai pionieri dello spirito sperimentare le nuove vie.
Voglio concludere con un battuta di un mio caro amico: "Se l'Illuminazione vuoi ottenere, Meditazione devi fare!!!! ".
P.S. La tecnica in questione si chiama Diksha, che secondo questi dispensatori di illuminazione significa letteralmente "Trasferimento di Energia", secondo un dizionario di sanscrito, la suddetta parola significa "Iniziazione Spirituale". Il Maestro di tutti i Maestri Baba Bhole Srii Srii Babaji ci ha portato i suoi insegnamenti che si racchiudono in tre semplici parole:"Verità, Semplicità e Amore".
P.S.bis- Chiunque può diventare un dispensatore di illuminazione, basta andare in India da questi maestri per 21 giorni a quel punto sarete degli illuminatori. Ah, dimenticavo....! Per far ciò e necessario fare un bonifico di 5.500,00 dollari usa, pare in una banca in California o Hong Kong.
Om Shanti Om Gianluigi
Da www.fuocosacro.com, che ringrazio.
Tradizione, Iniziazione, sincretismo e nuove forme di spiritualità
di Alessandro Orlandi
La rivoluzione dei mezzi di comunicazione che si è verificata nell’ultimo secolo ha senza dubbio influito, e influirà, sulle forme della spiritualità. La radio, la televisione, Internet, le
fibre ottiche e i satelliti trasportano istantaneamente parole, immagini, suoni, azioni (si pensi a musicisti che suonano insieme trovandosi in città diverse, a medici che operano a distanza
etc..) ed emozioni da una parte all’altra della Terra. Secondo l’antico mito della Torre di Babele, in un tempo lontano, gli uomini pregavano Dio con uno stesso linguaggio e fu solo dopo che le
lingue vennero confuse e moltiplicate che ogni popolo forgiò immagini diverse per immaginare la divinità e riti diversi per adorarla. Ogni vera Queste spirituale è un cammino per risalire dalla
molteplicità all’unità, per riunire ciò che è disperso.
Dicevamo che c’è da aspettarsi, nel corso del secolo che è appena cominciato, che la rivoluzione dei mezzi di comunicazione finisca col favorire la nascita di nuove forme di spiritualità capaci
di unificare masse di persone provenienti da realtà culturali e geografiche lontanissime tra di loro. Né le montagne, né gli oceani, né la mera distanza spaziale o le differenze linguistiche e
culturali sono più sufficienti a determinare “sistemi chiusi”, impermeabili alle influenze esterne.
Certo, fino ad oggi la sola forma di culto che abbia fin qui assunto le caratteristiche dell’universalità è la Pubblicità, l’adorazione dei beni di consumo e delle immagini ipostatizzate degli
uomini e delle donne “di successo”, di coloro che possiedono gli “status symbol” e con cui tutti vorrebbero identificarsi. Nulla, apparentemente, è più lontano dalla spiritualità e dalla tensione
verso il sacro, eppure è la Pubblicità ad orientare i desideri e gli orientamenti di milioni (miliardi?) di individui in tutto il mondo, a scandire le loro vite e il senso delle loro scelte…Ogni
sera milioni di famiglie, dalle Favelas brasiliane alle baraccopoli intorno al Cairo, da Greenwich Village di New York alla periferia di Bombay, dalle verdi campagne irlandesi ai deserti
australiani, si riuniscono attorno al totem - TV e, a intervalli regolari vengono bombardate da messaggi che riguardano il loro “dover essere”, il modo in cui dovranno utilizzare il loro denaro e
le loro energie, disciplinare i loro desideri e la loro sessualità…Ma non lasciamo che queste considerazioni ci inducano a previsioni pessimistiche sul futuro, esaminiamo, invece, ciò che è
visibile oggi, ciò che sta già accadendo. Un viaggio nella spiritualità contemporanea non può che cominciare dalle grandi religioni: Cristianesimo, Ebraismo, Buddhismo, Induismo, Islam. Tutte
queste tradizioni hanno avuto origine, in una determinata epoca storica, da un uomo che aveva realizzato in sé l’unità col cosmo e con Dio, che ritenne di trasmettere i suoi insegnamenti ad
alcuni discepoli. Nell’induismo, la più antica delle grandi religioni, l’origine dell’ insegnamento tradizionale viene attribuita a più “Avatar”, incarnazioni di Vishnu e della divinità, anime
liberate e illuminate che appaiono sulla Terra ogni volta che si conclude un ciclo e ne comincia un altro, per rinnovare le parole dell’insegnamento ed adattarle ai tempi. Gli aspetti più
profondi dell’insegnamento tradizionale, quelli che hanno il potere di trasformare chi li ascolta, richiedono una Iniziazione, una trasmissione carismatica, da uomo a uomo, di una influenza
spirituale. Questa trasmissione non può avvenire sempre e comunque, ma può verificarsi solo in tempi e luoghi opportuni, quando il neofita è pronto a riceverla.
Connessa all’iniziazione è la cosiddetta successione iniziatica. Definita in India con il termine sanscrito: parampara, dai tibetani abisheka, dagli ebrei shalsheleth, dagli arabi silsillah, in
ambito cristiano cattolico e ortodosso consiste nella successione apostolica.
La successione può essere considerata come un fenomeno complesso, che si realizza attraverso il concorso di due elementi fondamentali. Il primo elemento consiste nella trasmissione, nel passaggio
rituale di un determinato tipo di energia da un soggetto a un altro; il secondo, nel manifestarsi nell'iniziato di un nuovo modo di essere, avvertito come un habitus pressoché costante.
L'assunzione di tale habitus viene considerata come conferimento di un carattere, ossia come un segno indelebile dell'avvenuta successione. Si tratta di una considerazione che ci porta a parlare
del collegamento con la sorgente stessa dell'energia che viene trasmessa (dynamis). Nel cristianesimo, ad esempio, tale argomento viene trattato in At 1,8; Cor 6,14: la potenza del Verbo è
comunicata per mezzo dello Spirito e la sua origine viene qualificato da san Paolo come “compiuta in eterno” (Eb 2,10; 5,9; 7,28). Diamo ora alcuni esempi di successione iniziatica presso le
grandi religioni:
Nell'induismo
In India, fin dal periodo vedico, si pratica una iniziazione o consacrazione ,chiamata diksha
(= desiderio di donare), la quale legittima ad operare nel sacro. L'iniziato diventa un consacrato mediante la trasmissione di influenze spirituali da parte del maestro, miranti alla sua
moksha
( = liberazione). L'India conosce linee di maestri spirituali dei vari sentieri religiosi, che si potrebbero dire dinastiche. Viene trasmessa da un maestro all’altro non solo la dottrina
esteriore, scritta o insegnata, ma anche la shakti, ossia l'energia spirituale, simile a un fuoco che si propaga da fiamma a fiamma.
Questa operazione sacra, se così possiamo definirla, avviene mediante dei rituali e la pronuncia del mantra sacro, quella parola particolare consegnata all'adepto, la quale può trasformarlo
mediante la sua ripetizione continua. Per questo motivo, il mantra è considerato come una parola potente, in grado, cioè, di realizzare il suo significato.
NeI buddhismo
Anche nel sentiero aperto dal Buddha (563 - 483 a.C.), la successione sacra viene definita diksha, intesa come trasmissione della stessa influenza spirituale, la shakti, emanata dalla
illuminazione del suo fondatore. L'inserimento nella comunità monastica sangha, dei discepoli dell'Illuminato, avviene mediante un rito di aspersione di acqua abisheka e altri rituali vari. E’
importante che il monaco sia accompagnato per diversi anni da un anziano maestro, esperto nelle dottrina Abhidamma e nella meditazione Bhavana, che gli comunica l'esperienza spirituale.
Nel Giudaismo
Fino al periodo della monarchia, Israele non conobbe un sacerdozio istituzionalizzato, ma affidò il ruolo di custodi delle cose sacre a uomini che erano in relazione con i santuari o con l'arca,
di cui erano guardiani o inservienti. Essi non officiavano sacrifici ma, piuttosto, vaticinavano oracoli in nome di Dio. Questa funzione oracolare, basata sulla risposta affermativa o negativa
con l'uso degli urim e thummin, poteva svilupparsi presso i santuari (l Sam 22, 10.13.15), o anche lontano da essi
(l Sam 14,18.36-42). Tale situazione avvicinava questi uomini a quelli dell'antico oriente, sacerdoti e veggenti insieme. Il sacerdozio vero e proprio, si andrà costituendo in Israele nel periodo
mosaico. In questa epoca, Aronne fu consacrato sacerdote e la tribù di Levi fu designata per officiare il culto sacerdotale, come viene riferito nel libro del Levitico. Successivamente, al tempo
di David, l’istituzione dell’ordine sacerdotale verrà regolata da norme più precise, che avranno carattere definitivo con Salomone, all’epoca della costruzione del Tempio (970-931 a. C). Si
costituì a quel tempo una gerarchia composta di leviti e sacerdoti con il Sommo Sacerdote al suo vertice. Mentre i leviti venivano consacrati con l'imposizione delle mani, i sacerdoti ricevevano
l'unzione sul capo. Con la distruzione del Tempio ad opera di Tito nel 70 d. C. il sacerdozio cessò di esistere.
Nell'Islamismo
Dal punto di vista ufficiale, nell'Islam, non vi è una vera e propria trasmissione dei poteri sacri, né possiede un sacerdozio istituzionalizzato. L'autorità religiosa e politica dei califfi
emana dalla parentela carnale con il profeta Maometto. Tuttavia esiste in seno all'Islam un segno di riconoscimento che viene dato al fedele. Di questo segno, si dice che non abbia origine umana,
in quanto sarebbe stato dato al profeta Maometto dall'arcangelo Gabriele. Questo segno sarebbe raffigurato da una fiamma di fuoco che si sprigiona dalla fronte di Maometto. Da questa fiamma
fluirebbero i poteri carismatici e profetici dell'inviato di Dio. Questa trasmissione, non accettata dall'Islam ortodosso, è praticata in circoli e ambienti eterodossi. Certo è che, anche se dal
punto di vista essoterico non si può parlare di una successione iniziatica vera e propria all'interno di questa religione, si può parlare, invece, di una energia bàrakah, fluida e benefica, che
emana dai santi, dai discendenti di Alì e di Fatimah e dai reduci pellegrini provenienti dalla Mecca, poiché quel luogo sacro è ritenuto colmo di bàrakah.
Accanto all’insegnamento essoterico, la esh shariah, la strada maestra aperta a tutti, l’Islam conosce anche el haquiqah, la verità interiore riservata a chi ha la capacità e le qualificazioni
necessarie per arrivare a conoscerla. La seconda via viene concepita come il nocciolo e la prima come la scorza del medesimo insegnamento. Il percorso che dalla shariah essoterica conduce
all’esoterica haquiquah viene denominato tariquah, cioè via o sentiero. Percorrono tale sentiero i Sufi, i folli di Dio. Guénon propone come origine etimologica (controversa) del termine sufi la
definizione: colui che conosce attraverso Dio. I sufi sono considerati i detentori della vera sapienza delle cose divine. Tra di essi esiste una catena di trasmissione dell’influenza spirituale,
la silsillah, (= catena), in mancanza della quale non si da iniziazione al sufismo. L’origine di questa catena si fa risalire direttamente al Profeta.
L’iniziazione, la trasmissione spirituale e la consapevolezza del punto essenziale dell'essere, riposano nell'istante, nella rottura cioè del tempo e del livello di coscienza ordinario. E' quello
che l'esperienza biblica chiama apertura dei cieli o all'improvviso: “Nel trentesimo anno ... presso il fiume Kevar, si aprì il cielo e io ebbi delle visioni divine” (Ez 1,1); “Ecco si aprirono i
cieli e Giovanni vide lo Spirito di Dio scendere, in forma di colomba, sopra Gesù” (Mt 3,16); “All'improvviso verso mezzogiorno venne dal cielo una luce violenta e mi avvolse nel suo splendore”,
scrive san Paolo (At 22,6).
Chi varca la soglia entra nel tempo senza tempo e viene introdotto alla conoscenza delle realtà essenziali. E' un’intuizione folgorante, una illuminazione, una consapevolezza nuova che non ti
lascia più come eri prima. L'esperienza dell'istante, mettendo la coscienza di fronte a un contatto immediato, senza schemi, con l'Essere divino, produce una totale inversione di tutte le
valutazioni umane, una conoscenza nuova. “Le religioni storiche, nate da un istante di rivelazione, nel corso del tempo vengono a strutturarsi in due tipi differenti di esperienza: quella
dell'uomo legato al tempo, con le sue tendenze a storicizzare gli eventi e il messaggio; quella dell'uomo che vive in un istante il contatto con il tempo degli dei, l’aion, che ricollega eventi e
messaggio al loro punto eterno, originario. Il primo tipo dà origine alla religione di formule, di riti, di interpretazioni statiche, la religione della ripetizione; il secondo riaccende
continuamente la vita dentro la fissità delle strutture, la religione dello Spirito creatore. Nel primo la memoria è la monotona ripetizione del passato, nel secondo la memoria diventa anamnesis,
riconduzione nel tempo di ciò che è nell'eternità, perché il tempo sia redento”.
La memoria interiore e vitale, così potremmo definire l'anamnesis, deve essere alimentata costantemente dall'istante eterno e dall'ispirazione dall'alto
Coltivare l'interiorità è la via di accesso per rendere vivente ciò che viene comunicato e condividerlo con gli altri in modo operativo, non solo come nozione appresa passivamente. E’ allora
possibile evitare lo scontro tra tradizione apostolica e tradizione profetica, tra lex credendi e lex orandi, o tra teologia e mistica. L'esempio della Chiesa d'Oriente ci può aiutare, poiché in
essa non c’è mai stata una netta separazione tra teologia e mistica, tra il dogma e l'esperienza personale dei misteri divini. Gli insegnamenti della teologia, al contrario, offrono il terreno
per l'interiorizzazione e conducono il credente a un'esperienza più diretta e personale del divino. L'espressione di Giovanni “il Verbo si è fatto carne” (Gv 1,14) indica la via per riconciliare
l'aspetto esoterico della tradizione con quello essoterico, per penetrare nel “vero senso occulto delle Scritture” senza fermarsi alla scorza, all'involucro, al senso letterale.
Accanto alle grandi religioni monoteiste l’Occidente conosce altre tradizioni “iniziatiche” di tipo laico: la Massoneria, il Compagnonaggio, il Martinismo. Rispetto alle grandi religioni è più
marcata la differenza tra la parte essoterica dell’insegnamento, quella palese e alla portata di tutti, e quella esoterica, che può essere impartita al neofita solo quando l’iniziatore ritiene
che siano verificate alcune condizioni interiori, cioè quando l’adepto è “pronto”. La trasmissione di questi contenuti non è solo una trasmissione orale, la rivelazione di concetti che
l’iniziando non conosceva e che gli vengono rivelati, ma, come nel caso dei sacramenti cristiani e della successione apostolica, soprattutto la trasmissione carismatica di una influenza
spirituale, destinata a trasformare profondamente l’iniziato man mano che egli avanza nei gradi iniziatici, fino a quello di Gran Maestro. Si può ora mettere in dubbio che la “catena iniziatica”
si sia interrotta nel corso delle turbolente vicende storiche che hanno caratterizzato sia la Chiesa che la Massoneria. Si può, legittimamente, dubitare che l’Occidente sia ormai immerso in una
quasi totale cecità spirituale perché tutte le “catene iniziatiche” in grado di trasmettere il potere trasformatore dello Spirito sono state spezzate secoli fa. Non ci esprimeremo in alcun modo
su questo punto non sentendoci, tra l’altro, qualificati a farlo. Scegliamo di tacere per ciò che riguarda il Cristianesimo e, in particolare, sulla Chiesa. Per ciò che riguarda la tradizione
massonica possiamo solo osservare che, alla fine del XIX secolo, soprattutto tra la Francia e l’Inghilterra, ci fu uno straordinario proliferare di società segrete i cui iniziatori sembravano
aver ricevuto dalla sera alla mattina l’investitura per creare nuovi Ordini e nuove Obbedienze. Rinascono così i Templari (e, per di più, vari ordini di Templari), che erano stati spazzati via
dall’Inquisizione dopo il rogo di Jacques De Molay, nasce un Ordine dei Rosa Croce, l’OTO e la Golden racconta Down, ad opera di quel controverso personaggio che fu Aleister
Crowley, mentre altri, come i francesi Papus e Peladan (come con deliziosa ironia Alexandra David – Neel), erano delle vere e proprie fucine creatrici di organizzazioni iniziatiche. Madame
Blavatsky , Annie Besant e Alice Bailey attribuiscono a se stesse e alla neonata Società Teosofica conoscenze che hanno consentito loro di sbirciare sotto il Velo di Iside, una dea il cui motto
era invece: Nessuno guarderà mai sotto il mio peplo. Ognuno degli Ordini nati in modo più o meno controverso nel XIX secolo aspirava ad essere l’unico a mantenere ancora una catena iniziatica
ininterrotta e l’impressione di caos babelico suscitata dal loro proliferare non è certo mitigata dal fatto che la Massoneria vera e propria abbia conosciuto una serie di fratture e divisioni al
suo interno, talvolta determinate da polemiche inerenti il rituale e la necessità o impossibilità di ammettere le donne nell’Ordine, talaltra legate a pura e semplice lotta per il potere. Certo,
più che il motto isiaco: “riunire ciò che è disperso”, che caratterizza ogni ricerca spirituale, la divisa che più si attaglia a una simile situazione è: “disperdere ciò che è unito”…
Questa tendenza ottocentesca al “fai da te” si accentua moltissimo nel corso del secolo scorso e dopo la metà del ‘900 c’è una straordinaria proliferazione di Maestri e di sette che
promettono la salvezza eterna ai loro adepti ed offrono loro una famiglia, un sicuro rifugio, una interpretazione del mondo onnicomprensiva, che consente di suddividere l’intera umanità in “noi”
e “loro”, delle ricette semplici e di immediata attuazione che costituiscono una scorciatoia per la realizzazione di Sé.
Ci riferiamo ai Dianetici di Scientology, al gruppo di Damanhur, a Cleargreen, agli arancioni di Rainhesh, alla Wicca, al gruppo Raeliano, ai buddhisti transfughi dalla Soka Gakkai giapponese,
alla scuola di Gurdjeff, alle sette neopagane, che celebrano i Solstizi e vorrebbero rinnovare i Misteri della Magna Mater o quelli di Dioniso e di Mithra, a migliaia di altre sette diffuse in
America e in Europa. Spesso gli insegnamenti di queste sette e di questi maestri sono caratterizzati da una sorta di Milk Shake di frammenti presi dagli insegnamenti e dalle tradizioni più
disparate, orientali e occidentali. L’Astrologia, il Karma degli Indù e dei Buddhisti, la Reincarnazione, la Legge eterna di causa ed effetto enunciata da Buddha nel Sutra del Loto, gli
insegnamenti spirituali caratteristici di alcune arti marziali orientali, il pantheon di Angeli e Demoni descritto da alcuni apocrifi della Bibbia, come il Libro di Enoch, gli scritti del “Corpus
Hermeticum” attribuiti ad Ermete Trismegisto, gli insegnamenti magici di Agrippa Von Netthesheim e di altri maghi rinascimentali, la visionarietà neoplatonica di Giordano Bruno, la preghiera
esicastica, lo Yoga kundalini e la meditazione trascendentale, le tecniche tantriche e taoiste di trattenimento del seme, gli esagrammi dei Ching, il simbolismo dei Tarocchi e delle Rune, le
tecniche cinesi del Feng Shui per individuare correnti positive e negative negli edifici, il channeling, alcuni riti di rigenerazione degli Indiani di America, l’ipnosi regressiva, tutto ciò e
molto altro, confluisce in un unico calderone e le figure del caleidoscopio formano immagini diverse a seconda del Maestro che impartisce “l’insegnamento segreto”.
Questa miscela, già di per se piuttosto indigesta, viene arricchita da paragoni e metafore improprie, tratte dalla scienza moderna, con una particolare predilezione per la fisica delle particelle
(molti citano Fritjof Capra senza averlo letto) e per i modelli matematici più complessi, come la teoria del Caos, la teoria delle Catastrofi di Thom o la teoria dei Frattali. Intendiamoci,
nessuno vuole svalutare o ridurre queste forme di spiritualità che, nel loro complesso, hanno preso il nome di New Age. In un articolo ispirato (se non redatto direttamente) dall’allora cardinale
Ratzingher, vengono stigmatizzate tutte le forme di New Age intese come altrettante occasioni per allontanarsi dalla Verità. Chi si lascia sedurre da siffatti insegnamenti, viene detto, è
condotto, lungo falsi sentieri, a perdere se stesso. Il redattore dell’articolo afferma di vedere solo un lato positivo nel proliferare della New Age: la forte tensione di grandi masse verso la
spiritualità e i suoi simboli, un’istanza, egli dice, che la Chiesa deve saper interpretare, raccogliendo la sfida e vincendo la difficile battaglia contro la seduzione esercitata dalle false
dottrine. Pur non cadendo nella trappola di un esasperato relativismo, a differenza del Pontificio Consiglio, abbiamo il massimo rispetto per l‘idea che la verità possa esprimersi con una
pluralità di forme possibili, e, quindi, non ce la sentiamo di dare o togliere a questo o quell’insegnamento New Age patenti di credibilità e di affidabilità. Certo, alcune di queste sette New
Age chiudono la loro esistenza con delle tragedie, come nel caso dei suicidi collettivi della setta del reverendo Jones e degli adepti del Tempio del Sole (per tacere dei gruppi di sedicenti
satanisti disseminati in Europa ed America).
La cosa che ci preme di sottolineare qui è che, a differenza delle grandi religioni, della Massoneria e degli altri Ordini spirituali di tipo laico, le sette New Age non prevedono alcuna catena
iniziatica, alcuna trasmissione ininterrotta dell’insegnamento; oppure i loro iniziatori, o Maestri, si attribuiscono arbitrariamente la facoltà di trasmettere agli iniziati una influenza
spirituale “ricevuta direttamente dall’alto”, assieme alle qualifiche che ne derivano. Ma nessun nuovo Avatar è ancora disceso sulla Terra. Chi scrive ha sperimentato un contatto diretto con
quasi tutte le sette new Age nominate fin qui, traendo da ognuna di queste esperienze qualche utile insegnamento, ma non potrebbe mai giurare che questo contatto sia consistito in una “influenza
spirituale”…L’impressione generale che si ricava dal contemplare l’evoluzione dei fenomeni New Age in Occidente è che si tratti di Prove Generali, come se l’Omaso e l’Abomaso, gli stomaci
dell’Inconscio Collettivo, stessero triturando e ruminando i contenuti degli insegnamenti spirituali degli ultimi 2000 anni per trasformarli in qualcos’altro. Non è forse sbagliato ipotizzare che
potremmo essere alla vigilia della nascita di una inedita forma di religiosità, di un insegnamento che si rivolgerà indifferentemente ai banchieri della City e agli aborigeni australiani, ai
sofisticati filosofi della Sorbona e ai diseredati della Terra, alle nazioni che detengono quasi tutta la ricchezza del mondo e a quelle in cui sono endemiche la fame e la carestia. Se questo
avverrà, si tratterà di un insegnamento che conterrà, sminuzzati al suo interno, i contenuti di quasi tutte le forme di spiritualità che si sono avvicendate nel tempo sia in Oriente che in
Occidente. Ma non si tratterà di qualcosa di complicato. Il mondo moderno è minacciato dal riscaldamento globale, dall’inquinamento, da un rapporto malato con le merci, che determina una
insensata bulimia, un consumo smodato di beni inutili e il minaccioso accumularsi di detriti destinati a seppellirci. La volontà di potenza ha armato la mano delle nazioni che reggono i nostri
destini con armi in grado di distruggere per sempre, e varie volte, la Terra. Solo un cambiamento radicale della percezione che abbiamo di noi stessi e del mondo potrà salvarci. Se un nuovo
insegnamento farà irruzione sulla nostra linea dell’orizzonte, esso si esprimerà con parole dirette e inequivocabili, in grado di determinare in chi ascolta una trasformazione irreversibile. E
forse i veicoli di questa rivoluzione saranno proprio Radio,TV e Internet .
Articolo pubblicato nella rivista LexAurea29, si prega di contattare la redazione per ogni
utilizzo.
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Commenti: 1
AlbaCentroInfinito Sangermano (giovedì, 01 dicembre 2011 00:32)
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