☜ Sottomenù
Psicologia, Comunicazione,
Alchìmia...
Da http://counseling-ad-arte.myblog.it,
di Simona Di Stefano.
IL VALORE DEL ROSPO SPUTATO
Mi è arrivata via mail questa storiella molto simpatica e, con qualche piccola rivisitazione ed aggiunta, ve la voglio regalare.
Riguarda la comunicazione e quello che ci arriva dall’ambiente e di che cosa ne vogliamo fare, se ingoiarlo e risputarlo addosso al primo malcapitato, oppure somatizzarlo o, meglio, sputarlo prendendosi la responsabilità di dire al nostro interlocutore, in modo assertivo, che cosa ci ha procurato la tale sua azione e/o comportamento rispettando noi stessi ed il nostro sentire ed anche l’altro.
Questa sputacchiata che vedete nel titolo rappresenta un bel gruppetto di rospi che, sputati, hanno aumentano vertiginosamente il loro valore.
Ogni rospo sputato vale mille rospi ingoiati. Nessuno si trasforma in principe, eh, questo ve lo dico, anche perché, già baciare un rospo non è il massimo, ma se oltretutto è anche tutto sputacchiato, be’, insomma, le probabilità che si trasformi in un titolato e lindo cavaliere sono proprio scarsine. Ma, miracolo, i rospi possono trasformare noi in principesse o principi. Anzi, nelle regine o re dell’outing.
Insomma, il messaggio è questo: dopo aver imparato a dire no, che è il vocalizzo che precede lo sput, si può imparare a fare outing. A raccontare cioè ai diretti interessati, grandi e piccini, della rabbia che ci ha appena preso. A dire che quella cosa lì non ci piace, che quell’atteggiamento che hanno non ci va giù, che ci fa male e ci procura il determinato malessere, che non ci dormiamo di notte. Che ci facciamo mille film dell’orrore, e che invece a noi piacciono le commedie.
Importante riferirsi al comportamento e non alla persona, perché in questo modo dichiariamo che è quel determinato comportamento che ci fa male e non la persona in toto che è sbagliata o da buttare via!
Altra cosa, esprimersi sempre con il pronome Io così ci prendiamo la responsabilità di quello che stiamo dicendo!
Io credo che la comunicazione venga davvero sottovalutata, così come la capacità di comprensione. Spesso le situazioni si incancreniscono perché nessuno dichiara in modo esplicito il proprio disagio e i motivi che lo producono. E allora si sovrappongono incomprensioni su incomprensioni, si stratificano i malintesi, si calcificano ere geologiche di bruciori di stomaco. E alla fine ci si trova tutti stra-arrabiati senza nemmeno sapere bene perché. Ci si soffia, con la coda gonfia, come fanno i gatti, senza neanche sapere chi si è sbafato i croccantini. Pfffsss, chi ha pisciato nella mia lettiera? Grrrmao, perché dormi sul mio cuscino? Ma l’altro magari non l’aveva mica capito, che il Sanicat non era il suo, o che il cuscino era proprietà privata. O magari l’aveva capito, ma aveva placidamente deciso che non era tanto importante. Ennò, era importante sì, e adesso te lo dico per bene. Te lo dico senza tirare fuori le unghie, altrimenti poi le tiri fuori anche tu e finisce che ci accapigliamo e siamo daccapo con i pfffssss e i grrrmao e non si arriva da nessuna parte, la comunicazione è di nuovo inquinata; però sappi che così non mi piace. Lo vedi questo rospetto che saltella, tutto un po’ ammaccato, qua sul divano? Ecco, l’ho appena sputato, è tutto per te. E tu? Fa vedere, apri bene la bocca, eccolo lì, tra la tonsilla e il velopendulo, quel rospone secolare che ti rendeva l’espressione un po’ incarognita. Dai, sputa, forza, un bello Sputnik e via nell’immensità dello spazio.
Non sempre i rospi sputati risolvono qualcosa, spesso sì, a volte no, dipende dalla gittata dello sputo, da dove cade il rospo, e da tante altre cose. Però, come si sta bene a pancia vuota.
Il Sito di AlbaCentroInfinito
![rospo[1].jpg](http://counseling-ad-arte.myblog.it/media/00/01/1135447402.jpg)


























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Commenti: 1
AlbaCentroInfinito Sangermano (giovedì, 01 dicembre 2011 00:32)
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